Quando le vecchie tecnologie erano nuove

Quando le vecchie tecnologie erano nuove è l’appuntamento di Technonews, formato Web Series, che vi porterà in viaggio nella storia della tecnologia. Una raccolta di testimonianze storiche di una delle più importanti realtà della tecnologia italiana: la Olivetti. Nel video che segue, il professor Mario Ricciardi del Politecnico di Torino introduce la sezione.

 

 

La genialità del progetto

TechnoNews - Published on December 14, 2012 by admin

Si possono produrre oggetti belli e utili, si possono trasformare “pezzi di lamiera” in manufatti che migliorano la vita di chi li usa e producono utili per l’impresa? E’ un’utopia? E’ una possibilità reale?


La storia dell’Olivetti di Adriano Olivetti testimonia che è possibile, che si può fare. Il bello, lo stile, il valore “astratto” del progetto incardinato nel ciclo produttivo non è solo ornamento, è parte essenziale dell’azione dell’uomo per trasformare materie prime, oggetti inanimati in qualcosa di utile, in qualcosa che si affermi per il suo valore d’uso e non per il valore di scambio. Siamo al cuore della grande potenzialità che emergeva dall’industria italiana, anche dalla piccola e media industria, ma siamo vicini a una svolta che prima lentamente e poi minacciosamente rallenterà questo processo e lo indirizzerà in altra direzione, puntando a altri obbiettivi. Sono le radici del declino dell’industria italiana, della perdita di competitività e di intelligenza proprio mentre il mondo richiedeva più intelligenza e più innovazione.
Ricordiamo qualche tappa significativa:
Il primo computer da tavolo è stato il Programma 101 dell’Olivetti, nel 1964. Concepito a Ivrea dall’ingegner Perotto furono esportati negli Stati Uniti quarantamila pezzi in un anno
Negli anni ’80 del secolo scorso Olivetti è il terzo produttore mondiale di computer, il primo in Europa.
Nel 1992 viene prodotto ’“Olivetti Quaderno”, un notebook dalle caratteristiche innovative che richiamano le scelte tipiche oggi dei palmari, ipad iphone etc etc.
E’ bello pensare che si può competere per essere i primi e non per evitare di essere tra gli ultimi.
Purtroppo quel tempo oggi non ci appartiene.



L’impronta del lavoro operaio

TechnoNews - Published on December 6, 2012 by admin

Un documento visivo, veramente significativo, come testimonianza meditata e verificata di parte operaia, è quello che segue. La testimonianza è montata e narrata dagli operatori, sottoposta a verifica e messa a confronto con documenti forniti dall’archivio Olivetti. In questo modo il contesto si rianima e la testimonianza non è soltanto rievocazione e nostalgia. Si offrono occasioni vive per meditare sul modo di raccontare e sui media disponibili per rendere efficace il racconto.
La ricerca dal titolo “La valorizzazione degli archivi d’impresa nei nuovi contesti mediali: utenti territorio comunità” è stata svolta da Giulia Bertone, Elisa Roscelli, Edoardo Bartoccetti, Chiara Doglione (Politecnico di Torino). In particolare Edoardo Bartoccetti e Chiara Doglione hanno realizzato i filmati e il progetto di valorizzazione degli archivi Olivetti.

Le caratteristiche più significative della ricerca: 3 ore di interviste, 4 intervistati, 5 filmati visionati. Durante i colloqui, gli intervistati hanno CONTESTUALIZZATO e approfondito alcuni temi trattati dai filmati; DESCRITTO alcune sequenze proiettate inerenti alla loro esperienza; RICONOSCIUTO luoghi, persone e oggetti.



Archivi live




Partecipazione, coinvolgimento attivo, comunità, territorio, nuove generazioni: il progetto di valorizzazione dell’archivio Olivetti si basa proprio su questi concetti chiave rispettando la natura e la storia specifica dell’azienda, la cui identità è caratterizzata da un legame molto particolare con il territorio del Canavese e con la città di Ivrea e da un’attenzione profonda coltivata, sviluppata e praticata negli anni dalla famiglia Olivetti, a diversi livelli, per questi stessi temi.
Purtroppo, in coerenza infelice con la stessa storia della Olivetti come impresa, il progetto è rimasto lettera morta per l’indifferenza degli interlocutori sia accademici sia professionali.
La documentazione invece e la traccia della ricerca sono stati accolti da un editore: ScriptaWeb.
BERTONE G., DOGLIONE C., SPANO M., Il progetto Olivetti nella memoria e nel territorio, Napoli, ScriptaWeb, 2010

Ricordi d'archivio

TechnoNews - Published on December 3, 2012 by admin

Testimone oculare e partecipe.

Memoria e oblio è il tema di questa sezione della serie. Memoria fondata sulla presenza dei protagonisti, in questo caso gli operai, i produttori che agiscono all’interno della fabbrica. L’attenzione di Luciano Gallino si concentra sul ruolo del corpo e dei sensi dentro il lavoro in fabbrica. Le testimonianze, i ricordi sono indispensabili per recuperare quella memoria tacita e quel sapere implicito che contraddistingue tanta parte del lavoro nella società industriale. Le immagini che accompagnano questa parte dell’intervista sono un prezioso e efficace documento della realtà del lavoro (lavoro nel ciclo produttivo della fabbrica meccanica) soprattutto se confrontato con la realtà del lavoro odierno. Un confronto visivo per percepirne la distanza non soltanto nel tempo: le immagini della Olivetti di Adriano Olivetti e quelle –oggi- di un call center.





Il silenzio dell'informatica

TechnoNews - Published on November 26, 2012 by admin

Una rivoluzione tecnologica e industriale può essere misurata da diversi attori e da molti fattori: alcuni ormai sono consolidati nel senso comune, altri meno conosciuti, altri ancora pochissimo noti.
In questo passaggio dell'intervista di Luciano Gallino troviamo al centro il nuovo, rivoluzionario processo che attribuisce al calcolo, alla potenza di calcolo il fattore trainante.
La potenza di calcolo, la facilità e la garanzia di ripetere senza fatica un'enorme quantità di operazioni senza errori, trasforma le capacità dell'uomo non solo di operare ma anche di prevedere. La meccanica prima, l'elettronica poi e infine l'informatica sono le scienze e le tecnologie che determinano questo cambiamento.
Uno dei segnali - meno conosciuti- che qui vengono colti è il passaggio dal rumore, dai rumori che si susseguono e si intrecciano nell'industria meccanica, al silenzio (al quasi silenzio) delle operazioni con le calcolatrici e poi con le macchine da scrivere (il ticchettio) e infine ai pc che sembrano, messi a confronto, silenziosi.


Olivetti: un mito

TechnoNews - Published on November 17, 2012 by admin

Partendo dalla suggestione del Padiglione Italia presso la 13ma Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, intitolato "Le quattro stagioni. Architetture del made in Italy da Adriano Olivetti alla Green economy", Mario Ricciardi dialoga con Luciano Gallino sul mito Olivetti, recuperando testimonianze e filmati storici dall'Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa.

 

 

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