Conoscere – Il quartiere Lucento

di Alessandro Milan

Sabato 10 maggio si è svolta un’inedita passeggiata guidata nel Quartiere di Lucento, alla scoperta del suo passato, attraverso la lettura dei segni lasciati intatti dopo la consistente opera di urbanizzazione post bellica. Grazie al contributo del Centro di Documentazione Storica della Circoscrizione V di Torino, (CDS), ai partecipanti è stato offerta l’opportunità di leggere e comprendere le testimonianze storico-architettoniche disseminate in un’area oggi alla ricerca della sua identità. Prima tappa di questo percorso di riscoperta sono state due antiche cascine che, dal XVI secolo, costituivano una parte dei cosiddetti “Tetti di Lucento”, cioè il primo esempio della moderna borgata. Malgrado le tante trasformazioni, sia volumetriche, sia funzionali, e non sempre in accordo con le originarie destinazioni d’uso, è ancora oggi possibile leggere in esse preziose e interessanti testimonianze del passato. L’elemento più tangibile ed evocativo, come più volte sottolineato dagli studiosi del CDS, è il forte dislivello esistente tra il piano strada attuale e quello agricolo, sul quale sono stati edificati i fabbricati dei Tetti che ancora oggi rimangono.

Senza dubbio la tappa più importante della passeggiata è stata quella compresa tra Via Foglizzo e Via Pianezza. In uno spazio relativamente ristretto si concentrano i principali edifici dell’’antica’ Lucento: la Parrocchia di Santi Bernardo e Brigida, il Castello, l’Asilo Principessa Isabella Duchessa di Savoia-Genova (proprietà comunale e attuale sede del CDS) e la Torre dell’Acqua. In particolare la Parrocchia e il Castello riflettono la volontà di trasformazione e affermazione conferita a Lucento dal Duca Emanuele Filiberto, con la ricostruzione dell’antico luogo fortificato e di conseguenza la creazione di un asse visivo tra la nuova residenza sabauda e l’edificio religioso. Madama Reale Cristina di Francia riuscirà poi a solennizzare ulteriormente l’impostazione di fine Cinquecento, dotando la Parrocchia di una facciata monumentale e di due raffinati altari, all’interno della navata, decorati con stucchi opera di maestranze luganesi. L’Asilo e la Torre dell’Acqua sono invece due fabbricati di epoca tardo ottocentesca, legati alla crescita demografica e industriale di Lucento.

L’ultima tappa della passeggiata è stato il tratto iniziale di Via Forlì, dove ancora oggi è possibile capire la conformazione geomorfologica del territorio sul quale si è sviluppata Lucento. Un luogo caratterizzato soprattutto dalla presenza della Dora Riparia che ha scavato ed eroso il terrazzo, creando due distinte aree: le Basse e il Pianalto. Via Forlì, disposta quasi ortogonalmente al tratto della Dora che si estende in lunghezza da est a ovest di fronte al Parco di Via Calabria, è l’esempio più evidente di tale conformazione, perché conserva ancora il dislivello che si accentua dalle Basse fino alla parte più alta del terrazzo.

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