Tecnologia e motori: le auto che si guidano da sole e le quattro ruote sul web

di Daria Meloni

Untitled1

Se negli anni 90 il grosso degli sforzi della ricerca delle case automobilistiche erano prevalentemente rivolti allo sviluppo di modelli alimentati con energie alternative (e ciò ha portato agli inizi del 2000 alla comparsa delle prime ibride nonché di vetture commerciali alimentate ad elettricità), oggi la grande gara tra i super ingegneri mondiali delle quattro ruote è rivolta alla definizione di un nuovo modello di auto in cui convergano i due trend tecnologici dell’integrazione con il web e della guida autonoma.

Sono due trend importanti che non viaggiano su binari paralleli o distinti ma sono anzi complementari tra loro. Sì perché quando si parla dei prototipi di auto a guida autonoma come quelli visti in alcuni video Youtube girati negli Stati Uniti, bisogna sempre considerare che l’intelligenza di base di tali concept parte sempre da internet, dai dati e le informazioni presenti sul cloud, e non dalla meccanica vera e propria.

In pratica, volendo fare una previsione è possibile dire che, se oggi il rapporto tra il mondo delle quattro ruote ed il web è per lo più limitato alla diffusione dei grandi portali online, come Autoscout24, dedicati alla compravendita di auto nuove e non tra privati e dealers ufficiali, in futuro questo rapporto andrà via via rinforzandosi dando in particolare al web un ruolo centrale nella gestione globale della mobilità.

Ed è alla luce di queste considerazioni che si spiega l’interesse dei giganti mondiali dell’IT rispetto al settore auto. Pensiamo ad esempio a quanti e quali sono gli sforzi messi in campo da Google.

La farm di Mountain View già da diversi anni utilizza nel proprio quartier generale in California prototipi prodotti in casa di auto a guida automatica; auto che nel corso del tempo hanno subito continui test e miglioramenti andando a coprire fino ad oggi la ragguardevole distanza di 1.6 milioni di chilometri.

Si tratta di piccole auto, poco più grandi di una Smart, dotate di doppi comandi per la guida, autonoma o comandata da umani tramite pedali; la presenza dei doppi comandi è una scelta strategica e funzionale da parte di Google, nata dalla volontà di capire non solo quanto sono “sicure” le auto a guida autonoma (condizione necessaria ma non sufficiente per le loro diffusione commerciale), ma anche come questi sistemi vengono percepiti dagli umani a bordo. Si sentono sicuri? O vivono il viaggio con tensione?

Nell’attesa che le auto a guida autonoma diventino realtà Google si sta dedicando ad un altro progetto parallelo sempre dedicato ai trasporti su quattro ruote, e che consiste nella costruzione di una piattaforma web per la prenotazione di vetture che, oggi sono guidate da essere umani (e quindi vetture tradizionali), domani saranno a guida autonoma.

Tale progetto viene visto con sospetto (ovviamente) da un altro gigante dell’IT divenuto ormai un leader mondiale nei servizi di trasporto dedicati alla persona, ovvero Uber, la piattaforma per la prenotazione online di auto a noleggio con conducente.

Uber, che a Wall Street viene valutata non meno di 40 miliardi di dollari, sta lavorando da alcuni mesi con la Carnegie Mellon University con l’obiettivo di creare a Pittsburgh un centro ad alta specializzazione nella ricerca di sistemi di guida autonoma che partano (e torniamo al discorso di cui sopra) da contenuti web come le mappe online.

Insomma, la guerra tra i giganti internazionali del web per la leadership nel settore delle auto a guida autonoma è appena iniziata. Una guerra in cui le case automobilistiche non stanno certo a guardare. Audi ad esempio ha presentato la Ces di Shangai la nuova R-8 Tron Piloted Driving, non un’auto ma una super cara a guida automatica, in grado di unire la comodità del non doversi occupare della guida alla potenza di un motore elettrico in grado di sprigionare una coppia di 460Nm; più che un’auto un Eurostar!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

     

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>