Dai Margini alle città: Esplorare – Il Quartiere Madonna di Campagna

Di Camilla Falchetti, Alessia Longo e Chiara Maggi

Le prime narrazioni dei percorsi fatti a piedi riguarderanno il quartiere Madonna di Campagna e raccoglieranno percezioni, spunti, caratteri interessanti individuati, prima attraverso una ricognizione generale dei luoghi e poi attraverso una passeggiata guidata (in collaborazione con il Centro di Documentazione Storica della Circoscrizione V di Torino), gratuita e aperta a chiunque voglia partecipare.

Presentiamo così la prima “immersione” nel quartiere, che è stata indispensabile per individuarne l’estensione e per iniziare ad orientarsi, rintracciando, in modo percettivo, alcuni caratteri e contenuti che necessiteranno di ulteriori approfondimenti.

Il percorso è visibile nella sua interezza nella mappa esposta qui di seguito: inizia dalla Vecchia Barriera di Lanzo, oggi denominata Borgata Tesso, e si conclude in prossimità del Rione Rigola di Torino. La scelta presa a priori è stata quella di seguire il tracciato della ferrovia (ora interrata) Torino-Ceres che attraversa una porzione considerevole dell’abitato.

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Mappa percorso – Madonna di Campagna

 

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Fotografia 1 – Memorie di un passato ancora tangibile

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Fotografia 2 – Quinte urbane

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Fotografia 3 – Semplici ed inaspettati sono i segni di una comunità che dichiara di volersi prender cura, anche in modo autonomo, degli spazi in cui vive.

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Fotografia 4 – Collegamento o divisione. Si ha la percezione di essere sopra un tappeto scorrevole dell’aeroporto e lungo il percorso verso il nostro gate d’imbarco; molteplici immagini dal linguaggio dissonante si ‘ammucchiano’ di fronte ai nostri occhi.

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Fotografia 5 – Si cammina con la consapevolezza che non sai bene cosa potrai scorgere andando avanti e non si viene delusi. Tra una palazzina da ristrutturare e una completamente abbandonata, cerca di uscire fuori l’orologio, risalente ad un’età più lontana, che in quel punto sembra soffocato dalle costruzioni più recenti ma che, a ben guardare, soffre meno degli altri il passare del tempo.

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Fotografia 6 – Un linguaggio architettonico eterogeneo in cui ciò che nasce oggi non si relazione con l’esistente.

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Fotografia 7 – Avamposti di architettura

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Fotografia 8 – La roccaforte di Via Sansovino

La prima parte del percorso incernierata su via Errico Giachino ci ha posto di fronte una borgata che sembra di fatto rimasta congelata rispetto alle trasformazioni avvenute ‘dall’altra parte della ferrovia Torino-Ceres’, su via Stradella. La seconda parte del percorso oltre Corso Grosseto ci ha posto di fronte a luoghi apparentemente privi del carattere di scena, dove nessuno assiste allo spettacolo della socialità urbana e in cui sembra aver prevalso la volontà di costruire fondali visivi piuttosto che luoghi per lo svolgimento di dinamiche sociali. Quali spazi pubblici concreti sono usati? Che personalità conferirà il tempo a quegli spazi che sembrano non aver un senso completo e sembrano non usati nel modo per cui erano concepiti?

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