Le matrici nascoste e le tecnologie intorno a noi: STUDYINTORINO, universitari che raccontano l’università

di Andrea Cassinari, Stefano D’Antonio e Tommaso Valli

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Parlando del legame tra città, comunità intelligenti (smart cities, smart communities) e cittadinanza digitale non si può non considerare il contest indetto dal Comune di Torino per mezzo del progetto StudyInTorino (www.studyintorino.it).

Il contest YouTo(o) chiedeva di raccontare per immagini “Torino come città universitaria, viva e giovane, Torino come luogo ideale per studiare, Torino aperta e accogliente”. Altra caratteristica che era indicata come ben accetta era l’impronta internazionale da dare allo spot oltre che la sua brevità.

Tre studenti del corso del corso di Tecnologia, Comunicazione e Società (laurea magistrale in Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione: https://didattica.polito.it/pls/portal30/sviluppo.offerta_formativa.corsi?p_sdu_cds=37:22&p_a_acc=2015&p_header=N&p_lang=IT&p_tipo_cds=Z) hanno partecipato al bando suddividendo il lavoro in tre fasi principali

Ideazione.

La prima fase di concept scrittura del video si è svolta con modalità brainstorming. Partendo dall’idea di uno studente straniero in Erasmus a Torino si sono chiesti che attività potesse svolgere durante una giornata normale. Convinti che una semplice panoramica di attività fosse piuttosto banale e non così coinvolgente hanno pensato a un qualche stratagemma narrativo per giustificarla e per renderla più interessante, hanno quindi immaginato il nostro protagonista di sera, a casa mentre contatta via Skype i suoi genitori, che ovviamente chiedono con curiosità mista ad apprensione come stia il figlio lontano.

Le idee sulle attività giornaliere sono state subito tante, anche se in seguito ci si è dovuti limitare a quelle che rendevano possibile la fase di riprese, per motivi di autorizzazioni, illuminazione (soprattutto di interni, non avendo a disposizione alcun tipo di luce artificiale).

Produzione.

La fase produttiva si è sviluppata in 8 location a Torino lungo 6 giorni di riprese, durante i quali sono stati impegnati 8 attori. La strumentazione a disposizione si è composta di una camera reflex Canon EOS 1100d, un cavalletto e un supporto a spalla per stabilizzare i movimenti di macchina.

 Le location:

  • Mole Antoneliana
  • Monte dei Cappuccini
  • GAM – Galleria d’Arte Moderna
  • Biblioteca Natalia Ginzburg
  • Baloon – Via Borgo Dora
  • Politecnico di Torino

Nella fase realizzazione ci sono stati dei limiti reali (autorizzazioni difficili da ottenere, attrezzatura insufficiente per effettuare riprese notturne di qualità accettabile) che hanno portato a un leggero aggiustamento della composizione finale.

Post-produzione.

La fase di montaggio ha portato a due versioni finali, una per l’esame e l’altra da presentare al concorso (visibile a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=9qCik-pwz44).

Le due differiscono per durata e ritmo, la prima è più diluita e ha alcune situazioni più approfondite e integrate da riprese in più. La seconda richiedeva rapidità nella panoramica delle attività affinché riuscisse l’effetto di straniamento del “Nothing special” finale ripetuto dal protagonista alla fine, anche dopo aver ripensato velocemente alla bella giornata passata, come spesso accade i figli non approfondiscono il loro racconto ai genitori.

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