Nuovi linguaggi mediali crescono: IMMaginario Web Fest 2014

di Mirko Lino e Giusy Mandalà

L’edizione di quest’anno di IMMaginario Web Fest di Perugia, parte del più vasto festival IMMaginario giunto alla sua quinta edizione sotto la direzione artistica di Alessandro Riccini Ricci, si è concentrato sull’innovazione dei linguaggi e delle produzioni degli audiovisivi, mettendo in mostra la creatività di videomaker, web artist, videoblogger e youtuber, e le sperimentazioni portate avanti da nuove formule di storytelling sempre più incentrate sulla partecipazione attiva dell’utente. Ecco dunque che web serie, web doc, progetti transmediali e cross mediali, produzioni dal basso finanziate tramite crowdfunding e crowdsourcing definiscono lo scenario della cultura del web in Italia.

Negli ultimi due anni il fenomeno delle web serie ha suscitato una genuina curiosità presso gli addetti ai lavori e studiosi di media e audiovisivo, ora rappresenta un’opportunità per produrre cultura, avviare strategie aziendali e sperimentazioni mediali sempre più articolate che tuttavia non rinnegano, anzi, ribadiscono i riferimenti ai modelli analogici precendenti (radio, tv, cinema, stampa). Se si guarda alla proposta offerta da questa edizione di IMMaginario Web Fest – workshop sui linguaggi mediali, incontri e presentazioni di progetti transmediali e web serie – ci si rende conto delle interessanti prospettive che si stanno delineando e che possono essere raccolte almeno in tre direzioni: il coinvolgimento degli spettatori-utenti nella creazione di contenuti; l’ibridazione tra cinema, web e digital device; i fan e web movie.

 

 

Futour, sviluppato da Domenico Morreale e Riccardo Milanesi (autore di web serie molto particolari nell’impianto narrativo e nei contenuti, come L’altra e Vera Bes) è il primo esperimento di crowdstorytelling interattivo con lo scopo di creare un mondo finzionale partecipato e da esperire attraverso diversi formati mediali (video, web serie, web movie, ARG, grapich novel, ecc). Il progetto ha visto le sue primissime fasi di sviluppo durante il workshop sullo storytelling interattivo coordinato dai due autori. I partecipanti, infatti, tramite micronarrazioni e hashtag hanno costituito una repository che darà vita ai primi soggetti del mondo di Futour. Se cambiano le modalità di costruire e produrre narrazioni, cambia anche il rapporto tra cinema e performance artistica che trova nel web un punto di convergenza e riformulazione. Luca Acito e Alberto Casati, membri di Action 30 e coordinatori del workshop sul remix e mash up, utilizzano film celebri della storia del cinema, li scompongono, li ricombinano per esplorarne le forme possibili (si vedano, ad esempio, la sfida a Hitchcock lanciata da Psycho Re-Cut e la musicalizzazione live di film muti).

 

 

Lo scenario web italiano usa la sperimentazione digitale anche per educare le generazioni di “web nativi”all’uso degli smartphone per creare storie e fare cinema. Questo è lo scopo di Vedo Zero di Andrea Caccia: un docufilm girato in alcune scuole di Milano (attualmente il progetto si sta ripetendo presso alcune scuole superiori di Palermo) costruito attraverso le riprese fatte da 70 studenti con uno smartphone.  Ma se le nuove generazioni vengono educate all’uso responsabile degli strumenti per creare micronarrazioni video, dall’altra parte, comunità virtuali di fan partecipano attivamente alla produzione di web movie che abbiano come soggetto magari un eroe del loro immaginario.

 

 

Nell’ultimo anno infatti si è parlato molto del progetto Vittima degli Eventi di Claudio Di Biagio (autore della web serie Freaks!) e Luca Vecchi (membro dei The Pills), con protagonista Dylan Dog. Il progetto è il primo caso in Italia di successo di una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo con un goal di 35.000 euro.

IMMaginario WebFest è anche l’occasione per poter vedere e premiare le web serie italiane di ultima produzione, per sancire il successo di alcune serie già avviate, sempre più dirette a sfondare lo schermo, questa volta, però, della Tv, come i The Pills (Italia Uno, Italia Due, Rai Due) e La Buoncostume con Il Candidato (Rai Tre).

 

Uno dei casi più interessanti è quello di Elba – L’eredità di Napoleone dei Licaoni. Il gruppo di Livorno, attivo da anni, è stato chiamato da un ente pubblico, VisitElba, per scrivere una web serie sulla storia dell’isola per fini promozionali. Un caso, quello dei Licaoni, che sempre di più sta prendendo campo, ovvero usare la web serie non solo come strumento d’intrattenimento ma per la sua potenzialità promozionale e la capacità di creare nuove audience, sostituendosi ai vecchi formati pubblicitari come lo spot e il book trailer – si pensi, ad esempio, a Under, la web serie di Ivan Silvestrini, scritta per la promozione dell’omonimo romanzo di Giulia Gubellini. Il Festival di Perugia si conferma essere un’ottima vetrina per mostrare le produzioni e i progetti che integrano cinema, tv, musica e web. Una convergenza tra forme e linguaggi mediali che è diventata oggetto di studio dell’Osservatorio sui Media Digitali. L’Osservatorio, formalizzato durante l’ultimo Prix Italia – Rai,  a Perugia, assieme a giornalisti, operatori della Tv, del cinema e del web, membri di Film Commission, studiosi, ha fatto il punto della situazione sullo scenario digitale contemporaneo, dialogando con gli autori e mappando formati, prodotti, linguaggi, tecnologie e audience che si stanno delineando all’orizzonte.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

     

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>