E se You Tube diventasse una tv a tutti gli effetti?

Di Simone Arcagni

L’interrogativo del titolo è già di per sé molto ambiguo, lo riconosco. Prima di tutto perché bisognerebbe capire come mai non potremmo già definire YouTube una televisione. Cosa le manca per esserlo: canali? Contenuti? Informazioni? Film? Tutto questo c’è, ed evidentemente da ormai diversi anni accanto ai famosi user generated content che hanno reso la celebre piattaforma social per video (all’emblematico motto di “Broadcast Yourself!”) la più vista al mondo. E’ anche evidente che dall’acquisizione di Google le strategie di YouTube sono divenute più complesse rispetto all’iniziale proposta di una “bacheca” sociale per video. Ci sono strategie (i diversi canali, l’HD, i canali premium etc.) per suddividere l’audience, per soddisfare nicchie diverse di utenza e per vendere spazi pubblicitari.

https://www.youtube.com/user/FlameHowTos

Ora però le cose sembrano farsi ancora più serie: già quest’estate Reuters ha fatto rimbalzare la notizia che YouTube avrebbe ripreso (negli anni di incontri di questo tipo ne sono registrati alcuni) contatti con le major hollywoodiane e con produzioni indipendenti al fine di produrre programmi originali.

Evidentemente il sempre maggiore interesse dei diretti competitor ad entrare nell’industria di produzioni di audiovisivi per il web sta respingendo YouTube in questa direzione. Da una parte infatti Amazon sembra decisa ad ampliare la propria offerta produttiva, e lo stesso dicasi per Yahoo! che non a caso ha recentemente acquisito RayV, specializzata in video streaming ad alta qualità verso audience online e mobile su larga scala.

Mentre Yahoo! Italia da qualche anno ha creato Yahoo! Screen, una piattaforma video che fa da aggregatore di contenuti audiovisivi ma ne produce anche di originali come nel caso di Simona Ventura TV.

https://it.screen.yahoo.com/

Schermata 2014-10-13 alle 12.31.28

Secondo “Tubefilter.com” (http://www.tubefilter.com/2014/10/06/youtube-original-content-division-reorganization/) YouTube punta a creare nuovi contenuti per i suoi canali di punta. E per fare questo ha anche operato una riorganizzazione del proprio menagement: Alex Carloss già a capo dell’entertainment sarà a capo della divisione produttiva, affiancato da Tim Shey, Ivana Kirkbride e Ben Relles.

La sezione dovrà produrre contenuti audiovisivi, brevi, seriali, ma anche eventi o veri e propri programmi. L’idea è quella di sfruttare l’enorme fama che alcune star di YouTube hanno ormai acquisito. Lo afferma lo stesso Alex Carloss (la fonte anche in questo caso è “Tubefilter.com”: http://www.tubefilter.com/2014/09/19/youtube-will-finance-new-content-from-its-top-creators/):

“Now, we feel the time is right to make another important investment in our creators. That’s why we’ve decided to fund new content from some of our top creators, helping them not only fulfill their creative ambitions but also deliver new material to their millions of fans on YouTube.”

Sin da quando la piattaforma video ha fondato la sezione “YouTube Original Channels Initiative” nel 2011 non sono mancate idee e investimenti, e soprattutto uno scouting e un supporto marketing in grado di far letteralmente esplodere alcuni canali come SourcedFed, SoulPancake e Nerdist.

https://www.youtube.com/user/SourceFed

https://www.youtube.com/user/soulpancake

https://www.youtube.com/user/Nerdist

E’ evidente che l’attacco è stato sferrato: i grandi player della Rete (pensiamo anche alle produzioni di Netflix) guardano alla produzione di contenuti, di contenuti diversi… guardano alle produzione cinematografiche, sia quelle delle major che quelle indipendenti, e alle produzioni televisive, con l’intento di innovare, sperimentare, trovare pubblici nuovi e “ingaggiarli” anche attraverso strategie cross e transmediali.

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