Chromecast. Trasformare la Tv in una smart TV

di Simone Arcagni

Prima è stato il videoregistratore, poi il lettore DVD, la console per i videogiochi, quindi il decoder per la tv digitale terrestre e quello per la tv satellitare e ora Chromescast. La televisione continua la sua marcia ad espandersi fuori dai suoi confini, ad aumentare le proprie potenzialità per mezzo di tool esterni che la trasformano, la manipolano in qualche modo. Videoregistratore e lettore DVD la trasformano in uno schermo adatto a ricevere formati diversi, la console in un ambiente per l’interattività ludica, il decoder digitale satellitare e terrestre la potenziano, sommando all’offerta della ricezione da antenna la proposta di nuovi canali derivanti da sistemi extra-etere.

Chromecast invece la trasforma in una smart tv: Chromecast è un prodotto di Google, si tratta di una chiavetta da inserire nella porta HDMI della tv che immediatamente trasporta sul visore casalingo i contenuti dei nostri device connessi. Tutto il mondo audio e video dei nostri device connessi si sposta così sullo schermo televisivo permettendoci di vedere i video di YouTube, Vimeo e degli altri social network, guardare le foto su Flickr, ascoltare la musica di Spotify e Vevo e così via.

Il funzionamento è semplice: l’inserimento della chiavetta porta la connettività dei device sullo schermo televisivo (si può anche semplicemente navigare con Google Chrome) e una app permette di gestire tutte le sue funzionalità.

La televisione diviene così una piattaforma aperta, “espansa”, “elastica”, adatta ai nostri tempi, al nostro archivio, alle nostre navigazioni. Si apre così alla visione casalinga (anche in HD) tutto il mondo delle web tv connesse come Google Play con i suoi film e le sue serie. E poi il mondo del VOD (Video on Demand) e Streaming di Netflix, Hulu etc.

Connessione e convergenza stanno alla base dei trend emergenti in fatto di fruizione mediale, e anche la “classica” televisione deve mutare e trasformarsi se vuole competere con le sempre più ampie e diramate esigenze richieste dagli utenti sempre più digitali e connessi.

Non è un caso che è in fortissima espansione il mercato dei tool per aumentare le potenzialità della televisione trasformandola sempre più in una piattaforma per esperienze diversificate: penso in particolare agli strumenti per il controllo del televisore tramite movimenti, servendosi delle potenzialità dei sensori. Mi riferisco soprattutto a Microsoft Kinect che, nato per Xbox360, sta diventando il controller più usato anche in campo artistico e nel design per costruire oggetti che rispondono al movimento. MYO invece è un bracciale che serve da controller e promette di trasformare la fruizione davanti allo schermo (video, navigazione internet, giochi), in un’esperienza performativa, immersiva ed emozionale.

Microsoft sta sperimentando uno schermo touch 3D, con sensori e un braccio robotico in modo che l’esperienza del computer si faccia apatica. Questo è il risultato della ricerca di Mike Sinclair, Michel Pahud e Hrvoje Benko del Natural Interaction Research group presso il Microsoft Research Redmond.

L’ibridazione tra tecnologie, media e modelli di fruizione sta portando la televisione ad espandersi e a trasformarsi e diventare sempre più uno schermo connesso, smart, convergente con gli altri device, duttile, “toccabile” e, soprattutto, facilmente declinabile alle diverse esigenze di un nuovo spettatore/utente.

 

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