ComunitAi?? in tempi di lunga crisi

http://wo.ohain.info/colchicine-price-usa/ di Mario Ricciardi

I convegni, i seminari, specie quelli riusciti bene come ai???Chi crea il WEB?ai??? sono spesso occasione per riflessioni piA? generali, talora apparentemente tangenziali rispetto al cuore del problema.
Nella prima parte del servizio A? possibile avere un resoconto essenziale e efficace di come i diversi interventi hanno affrontato con concretezza e competenza i quesiti posti dagli organizzatori.
Alla fine, perA?, A? altrettanto utile riflettere su quello che succede intorno a noi e guardare con realismo ai problemi di casa nostra. Piero Gaffuri aveva giAi?? messo il dito nella piaga allai??i??inizio del suo intervento citando unai??i??esperienza personale. Il ritorno dopo tanti anni in quel nord-est un tempo ricco di promesse e di innovazione e ora completamente fermo. Da un caso, da un episodio, possiamo capire veramente cosa vogliono dire statistiche, analisi, rendiconti che ci parlano di un Italia retrocessa in tutte le graduatorie significative e infine unai??i??Italia che nel Pil, nei consumi, nellai??i??innovazione A? ritornata ai livelli di 20 anni fa. Io credo che non ci siamo ancora resi ben conto di cosa significhi tutto ciA?. Per me significa un arretramento drammatico che mi ricorda che appunto 20 anni fa partecipavo a organismi internazionali, essenzialmente europei, in cui gareggiavo, facevo competizione perchAi?? il programma o il progetto italiano fosse il primo o almeno nei primi posti. Era una delusione forte se questi obiettivi non venivano raggiunti. Ora il sistema Italia compete per non essere ultimo, compete con paesi che ai??i??allora- non prendevamo neppure in considerazione.
La prima suggestione del breve intervento di Federico Casalegno ci mette di fronte brutalmente a queste considerazioni: alcuni dei temi di ricerca sviluppati nel suo lab, erano anche temi nostri, potenzialitAi?? di nostre ricerche che dovevano crescere e svilupparsi per rendere piA? competitiva la ricerca italiana. CosAi?? non A? stato. E cosAi?? non sarAi?? per i prossimi anni.
La seconda suggestione invece A? anche unai??i??opportunitAi??. E ci porta a ragionare sul terreno delle esperienze di prossimitAi??, ci porta al recupero di micro mondi di cui si era persa traccia. Non A? tanto una rivalutazione del local, ci porterebbe solo al rimpianto o alla nostalgia, ma A? la riscoperta necessaria della complessitAi?? e della ricchezza latente e parzialmente esplicita che il vicinato, i rapporti sociali di prossimitAi?? possono dare per contrastare una visione piatta e tutta scontata dellai??i??azione dei media. E in questa direzione anche noi possiamo competere, possiamo fare bene con modeste risorse ma con molto entusiasmo e con la ricchezza dellai??i??intelligenza un poai??i?? spregiudicata che non ci manca.
Come si fa a creare comunitAi?? in una societAi?? completamente dissociata?
Tornano di importanza le relazioni di prossimitAi?? (sociali, religiose, politiche, culturali, affettive e sentimentali). Questo vale solo per l’esterno? Per le relazioni sociali largamente consolidate (e io dico, normalizzate e quindi spesso standardizzate a tal punto da essere morte o in coma profondo) puA? valere una nuova circolazione tra esterno e interno e quindi una nuova possibile valorizzazione di meccanismi mediatici e di network che favoriscono insieme fusione e confusione. E proprio qui sta il punto: un poai??i?? di coraggio abbandonando il timore che una pratica social si debba poi misurare sulle ai???temperatureai??? delle risposte o sullai??i??aggressivitAi?? dei linguaggi. Il terrore in molte aperture di dialogo o di conversazione: quanti saranno gli insulti, le parolacce, le provocazioni?
In questo processo non va tutto liscio e non tutto A? talmente lubrificato da scorrere senza intoppi. Ma eai??i?? possibile? Domandiamoci se ciA? sia possibile in una societAi?? che non esce da una crisi morale e culturale e sociale da tanti anni. Una societAi?? che arretra e non offre suggestioni per andare avanti.
A questo link A? possibile visionare parte dellai??i??intervento di Federico Casalegno:
https://www.youtube.com/watch?v=Z4w7UryFcoM&feature=youtu.be

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Federico Casalegno: A? il direttore del MIT Mobile Experience Lab del Massachusetts Institute of Technology, in cui insegna e conduce ricerche aveanzate e progetta media interattivi per promuovere connessioni tra persone, informazioni e luoghi fisici utilizzando le informazioni all’avanguardia tecnologia.
Dal 2008, A? stato direttore del Green Home Alliance tra il Massachusetts Institute of Technology e la Fondazione Bruno Kessler in Italia. Ha conseguito un Ph.D. in Sociologia della Cultura e della Comunicazione presso l’UniversitAi?? Sorbonne di Parigi, con un focus sulla comunicazione mediata e l’interazione sociale nelle comunitAi?? in rete e nelle cittAi?? cablate ed ha ricevuto una cattedra ad honorem dalla Glasgow School of Art, University of Glasgow. Ha lavorato con diverse realtAi?? mondiali e ha pubblicato diversi articoli scientifici in riviste, libri e articoli. Per il Living Memory progetto comunitario collegato A? stato insignito del Best Concept premio dalla American Leading Industrial Designers ID Magazine e del premio d’argento Design Concept dalla Industrial Designers Society of America (IDSA).
http://mobile.mit.edu/

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http://inmedialoci.technonews.it/

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