Interactive Cinema

di Simone Arcagni

Quello dei film interattivi è un campo ancora poco esplorato. Ci sono stati parecchi tentativi: come forme di live cinema e live media performance in cui il pubblico è chiamato a vivere in prima persona un evento mediale live. Un esempio è Secret Cinema che realizza “live” – per un pubblico partecipante – i momenti più significativi di alcuni film di culto. Lo spettatore, che normalmente è anche un fan del film, si trova così immerso in un’esperienza “teatrale” basata sull’immaginario cinematografico che ben conosce.

Si registrano anche tentativi di film a incroci variabili: film in cui lo spettatore può decidere quale traiettoria narrativa adottare seguendo un personaggio piuttosto che un altro.
Al cinema il sistema non è molto funzionale, ma in Rete può funzionare, combinando così possibilità narrative molteplici e funzioni da game. Si muove in questo senso Days di Flavio Parenti che crea una trama composita, con più protagonisti e con l’utente che può scegliere in diversi punti del film se continuare a seguire un personaggio o cambiare punto di vista.

http://www.youtube.com/user/bymysidewebseries

Days è una web serie che sceglie di abbandonare il racconto lineare per creare una rete narrativa: Parenti traccia una mappa complessa di situazioni che si intrecciano dentro la quale l’utente può scegliere di seguire un solo personaggio o affidarsi di volta in volta ad altri sguardi ed entrare direttamente nella costruzione dello storytelling.

Nella stessa maniera funziona la app game Walking Dead con il giocatore che assiste ad un evento narrativo e poi è chiamato a “impossessarsi” della situazione orientando il personaggio principale. In questo caso l’affiliazione al mondo dei videogiochi è più palese, perché, oltre a scegliere delle situazioni narrative a biforcazione, l’utente deve anche trovare alcune “chiavi” per continuare l’esperienza, e svolgere alcuni compiti obbligatori (come eliminare i cattivi, salvare l’amico etc.) per proseguire l’esperienza.

http://interviewproject.davidlynch.com/www/

I web documentari crossmediali, per esempio, stanno sperimentando molto in campo di interattività, proponendo spesso un’esperienza attiva e immersiva: Fort McMoney, Collapsus, Prison Valley, 17.000 Islands, hanno una struttura simile ai game in cui chi partecipa entra con uno sguardo in soggettiva nel mondo narrato dal reportage.
David Lynch, invece, con il suo Interview Project, predispone una mappa interattiva che situa le diverse interviste di cui si compone il suo lavoro: l’utente può così seguire il viaggio della troupe o creare un proprio tragitto; oppure può scegliere di vedere direttamente le interviste raccolte nel viaggio della troupe. Quella che Lynch disegna è una vera e propria piattaforma partecipata e, allo stesso tempo, un film.

Si tratta di gradi diversi di interattività, ma sono comunque tentativi di costruire per lo spettatore/utente una dimensione mediale coinvolgente e performativa. Addirittura “aptica” negli esperimenti di Augmented Reality Cinema. Un esperimento in questa direzione è Jewish Time Jump: New York. Anche in questo caso parliamo di una piattaforma che propone all’utente di accedere ad una mappa interattiva della New York dei primi decenni del ‘900. In particolare si tratta di un reportage sulla situazione delle operaie della comunità ebraica della città statunitense. Non solo il web doc permette all’utente di navigare attraverso testimonianza storiche e documenti, ma va a geolocalizzare tramite la tecnologia della Realtà Aumentata le informazioni. L’esperienza interattiva si trasforma così anche in un’esperienza performativa in loco.
Il cinema interattivo può essere una realtà molto interessante, in grado di legare uno sguardo cinematografico e televisivo ad una partecipazione tipica dei Social Network o dei Game.

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