Ed il Social Network del 2014 è…

Di Gianluca Torrini

Quale sarà il Social Network del 2014, e ancor meno quello del 2015, non ci è dato saperlo. Però, quello di questo articolo è un titolo che riscuote successo, e funziona bene per il SEO, visto che la ricerca dei cosiddetti Social Media Trends interessa non solo gli studiosi di comunicazione, ma anche esperti di marketing e consigli di amministrazione.

Difficile oggi riuscire a capire quali possano essere questi prossimi e mitologici trend, e i dati esclusivamente quantitativi riferiti al numero di utilizzatori attivi/registrati non sono sufficienti ad accendere la sfera di cristallo. Se ci concentriamo sugli utenti, Second Life, con i suoi 600.000 iscritti, è ancora un ambiente in piena forma. Casomai, sono le percentuali di crescita o di calo degli utenti attivi che possono aiutarci, ma al tempo stesso è vero che sui Social Network di piccole dimensioni, le percentuali a doppie cifre non sono così significative.

Pare molto più ragionevole, invece, iniziare a pensare cosa stia cambiando nel Social Networking, guardando alle abitudini comunicative e alle relazioni che stanno creandosi/modificandosi/alterandosi strettamente connesse con il mondo reale, ovvero in quella integrazione naturale tra online e offline che lega e collega cause ed effetti di reti che, digitali o meno, sono comunque sociali.

Dobbiamo allora tenere in forte considerazione, per esempio, l’attrattività che sanno generare gli ambienti di comunicazione, formidabili strumenti per aumentare o comunque gestire il proprio capitale sociale facendo vedere chi siamo, cosa facciamo, con chi usciamo e dove andiamo. In poche parole, la loro capacità di essere alla moda, di tendenza, di rappresentare l’essenza della Next Big Thing.

In questo caso, è utile ricorrere al modello di diffusione della tecnologia di Rogers, provando a titolo esemplificativo a calarlo sul Facebook di fine 2013.

http://en.wikipedia.org/wiki/Diffusion_of_innovations

UntitledIl momento degli innovators, oramai, appare come lontano anni luce, così come quello degli early adopters. Questo Facebook è forse uno dei primi spazi di comunicazione condiviso non solo da genitori e figli, ma perfino da nonni e nipoti: cioè, non solo una early majority lo usa, ma nei paesi occidentali anche una maggioranza in late, che usa il computer quasi esclusivamente per collegarsi al più grande dei Social Network. Un problema non da poco per il fascino che può suscitare Facebook ad una parte del suo target, quello più giovane e solitamente innovatore, al momento in cui i tuoi scatti fotografici dei party notturni sono raggiungibili da parenti ai quali è molto complicato negare un’amicizia. I grandi numeri, cioè, hanno fatto cadere il livello di attrattività della creatura di Zuckerberg per quel pubblico più attento alle innovazioni, che ora è alla ricerca di qualcosa di elitariamente cool.

Per capire dove sta andando il social networking, è fondamentale allora monitorare il comportamento proprio di questo target di utenti, non della maggioranza. Avanzare delle ipotesi su cosa arriverà nei prossimi tempi, cioè, vuole dire concentrarsi sul linguaggio e sui codici che gli innovatori utilizzano per creare comunicazione: è questo il primo grande indizio per capire cosa può accadere nel futuro prossimo.

E gli innovators, in questo senso, utilizzano in primo luogo foto e video, contenuti ancora ostici da creare per la maggioranza ritardataria, vuoi per capacità tecnologica vuoi per poca abitudine nel parlare con immagini. Parlare per video, in particolar modo, è un tratto distintivo che allontana gli utilizzatori con un’elevata competenza grammaticale da coloro che seguono i trend in ritardo: su questa distanza il Next Big Social Network porrà la sua fortuna, ed in questo senso va considerato il tentativo di inglobare il formato video da parte di Instagram o di Twitter con Vine per aumentare la propria attrattività.

Non scordiamoci poi tutti quei nuovi ambienti che puntano sulla sperimentazione di stili comunicativi diversi, incrociando format ed ambienti prima distanti, come ad esempio il mondo Social e quello del fumetto. In questo caso, fare un salto su BitStrips (disponibile su App Store e Google Play) può essere interessante per monitorare le nuove forme di espressione digitali: se fare un aggiornamento di stato tramite fumetto ci sembra una cosa imbarazzante o priva di senso, non facciamo parte degli innovatori…

Infine, è necessario considerare la grandezza delle reti che i Social aiutano a creare, rafforzare, modificare. Da più parti si legge dell’arrivo prossimo venturo dei network di prossimità e di quelli chiusi. I primi, grazie alla georeferenziazione, che permettono di connettersi solo con le persone vicine, i secondi, a contrastare l’apertura alla “zero privacy” di Facebook, strettamente privati e con piccoli numeri. Difficile capire se saranno o meno questi la grande novità del 2014: fino ad ora, i Social “esclusivi” non hanno riscosso un gran successo, e pare difficile pensare che siano questi i nuovi ambienti in grado di scardinare Facebook e Twitter. La comunicazione social sembra prediligere la gestione di contenuti destinati a nodi di reti fatte di legami deboli, ed ancora questa tipologia di ambienti digitali sembra destinata ad essere la più apprezzata per il 2014.

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