Immaginario Web Fest e il fenomeno delle webserie

Di Simone Arcagni

Immaginario TV (Perugia 20–24 novembre) è un festival anomalo per molti versi: diretto da Alessandro Riccini Ricci (già fondatore e direttore del festival Batik) è soprattutto un laboratorio aperto sul futuro della televisione, del video e del cinema. Un laboratorio in cui un ruolo fondamentale lo giocano seminari, incontri, tavole rotonde, presentazioni. In cui professionisti della televisione e dei nuovi media si incontrano tra loro e con un pubblico fatto spesso di giovani studenti.

Nell’idea del team che realizza il festival, la manifestazione deve essere fondamentalmente un momento di scambio di idee, magari per produrre nuovi format, per lanciare pilot e per riflettere su nuove forme e generi. Aperto verso il futuro, il festival ha voluto puntare sulla Rete e in particolare su due forme emergenti come il webdoc e le webserie, creando una sorta di festival gemello chiamato Immaginario Web Festival.

In particolare le webserie hanno testimoniato una vitalità unica mettendo in luce una nuova generazione di attori, registi e sceneggiatori. Inoltre la libertà data dal web immette nel sistema dei media italiani nuovi immaginari e nuove pratiche. Esplodono, per esempio, generi che il cinema e la TV sacrificano, come l’horror, il mystery, la fantascienza, il racconto post-apocalittico e il fantasy. La ribalta di Internet è aperta a tutti e infatti si sono potuti vedere anche i prodotti – seppure ancora un poco “acerbi” – degli studenti universitari, come Palazzo Nuovo 10124 del DAMS di Torino, Quei bravi tamarri, nato da uno studente dello IULM di Milano, Fuorisede creato da una studentessa della Cattolica di Milano e supportato da TV Catt.

E inoltre di aprono nuovi immaginari e storie che nei canali ufficiali faticano a trovare spazio: penso a Relazioni a catena, una sit-com che parla di amore tra donne e nuove famiglie, così come G&T che parla di amicizia maschile e omosessualità.

Ho avuto il privilegio di essere nella giuria del premio web serie e quindi di poter vedere tutti questi lavori e incontrare la maggior parte dei loro realizzatori e l’impressione è quello di una sorta di movimento molto vivace, a tratti davvero geniale. Un’energia di creatività e di idee che mi auguro riesca presto a trovare forme di sostentamento (come ho avuto modo di dire ad uno degli incontri, forse ci vorrebbe anche una nuova generazione di produttori televisivi e cinematografici). C’è chi prova con il crowdfunding: Indiegogo è sicuramente la piattaforma che attira maggiormente e a cui si sono affidati, per esempio, Luca Vecchi (sceneggiatura) e Claudio Di Biagio (regista) per il loro progetto Dylan Dog – Vittima degli eventi.

Tornando alla gara, vince sia il premio come “Migliore webserie” sia quello come “Migliore architettura interattiva e sistema social” The Usher – A Dark Tale of a Bright Night di Chiara De Caroli e Andrea Galatà. Un mistery dagli aspetti gotici con protagonista padre Damien che deve affrontare il mistero di una nuova razza di superuomini. The Usher si segnala, non solo per la trama complessa e per un’accurata regia, ma anche per essere un progetto internazionale (girato in diversi paesi come Inghilterra, Giappone, Olanda, Germania, Italia, Spagna USA e Zambia) realizzato secondo un modello di cooperazione di scambio davvero figlio della Rete.

Il giovanissimo Riccardo Cannella ha vinto il premio “Miglior regia” per Run Away, una serie horror e onirica che deve molto a opere come Lost. Gli Abiti del Male di Andrea Sgaravatti e Guido Geminiani – ancora una volta un horror onirico e raffinato – si è aggiudicato il premio alla “Miglior produzione”. Ambientata nel cimitero monumentale di Milano l’opera mette in scena una serie di incontri misteriosi tra persone reali e fantasmi in un crescendo di mistero. Il gruppo di attori di The Pills (ormai un classico delle webserie italiane) ha vinto il premio “Miglior attore”, mentre La Buoncostume (Kubrick – Una storia porno, Faccialibro, Di come diventai fantasma e zombie) si è aggiudicata il premio “Miglior soggetto/sceneggiatura/storia originale”, un premio ad un gruppo che sta facendo molto e bene riguardo alla scrittura per il web.

Immaginario Web Festival è stata l’occasione per vedere circa cento produzioni, farsi un’idea di un fenomeno che in Italia sta crescendo e, soprattutto, osservare da vicino le tendenze più interessanti: dal crowdfunding per reperire il budget produttivo al lavoro in crowdsourcing, fino agli esperimenti sull’interattività.

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