I nuovi mercati della Rete

di Simone Arcagni, Mirko Lino, Giusy Mandalà

Per comprende l’orizzonte mediale in cui si inseriscono le webserie e quindi per provare ad osservare quale nuova economia dei media si sta disegnando, occorre quindi andare oltre alle economie delle singole serie o del singolo progetto, per rivolgere lo sguardo ai grandi investimenti legati a Internet fatti fondamentalmente da operatori della Rete, Social Network e grandi marchi online.

Yahoo!, per esempio, crea un budget quasi cinematografico per realizzare Electric City (prodotto da Tom Hanks) e, inoltre, crea un proprio canale televisivo per il web, Yahoo! Screen, una piattaforma per i vari prodotti audiovisivi del portale. Yahoo! vende la Rete attraverso i contenuti creando pubblici e assicurandosene la fedeltà. L’investimento in webserie, web-reality e web-tutorial è strategico al fine di occupare spazi della Rete.

Parimenti si muovono i Social Network: YouTube tenta di strutturarsi sempre di più come una Web TV con canali a pagamento (oltre a quelli gratuiti) e inoltre amplia la propria offerta pensando sempre più al mobile realizzando, per esempio, in collaborazione con Spotify Official Comedy, una app derivata dal proprio canale dedicato alla comicità.

Tra gli operatori del settore invece spicca Amazon che è passato dalla vendita di libri a quella di altri oggetti culturali e ha poi creato Kindle, il proprio device per la lettura degli eBook… Kindle, Kindle Touch e Kindle Tablet. Ora Amazon pensa alla Kindle TV e come primo atto ha lanciato un contest per webserie: l’intenzione è quella di proporre un pacchetto di opere seriali (e possibilmente virali) fruibili su Kindle da vendere secondo le stesse strategie usate per gli eBook.

Cambiano le strategie di mercato e cambia la stessa televisione e i modelli di fruizione: con la cosiddetta Social TV e con il fenomeno del Second Screen lo spettatore diventa utente e interagisce con i contenuti televisivi. Diventa fondamentale, quindi, l’analisi dei dati riguardanti Internet e i Social Network. Secondo CISCO, nel 2016 il traffico IP globale raggiungerà la quota annuale di 1,3 zettabyte (uno zettabyte = un trilione di gigabyte). Soltanto fra il 2015 e il 2016, il traffico IP globale crescerà di oltre 330 exabyte, un valore pari a quasi l’intero traffico IP globale del 2011 (369 exabyte). Secondo il Cisco Visual Networking Index (VNI) Global Mobile Data Traffic Forecast 2012-17, il traffico dati su rete mobile nel mondo crescerà di 13 volte in 5 anni: nel 2017 ammonterà a 11,2 exabyte al mese (134 exabyte all’anno). Inoltre nel 2017, secondo le Nazioni Unite, gli abitanti della terra saliranno a 7,6 miliardi, e si conteranno più connessioni mobili che persone. L’Italia farà la sua parte: si prevede che nello stesso anno vi saranno oltre 136 milioni di device connessi alla rete mobile, a fronte dei 95 milioni nel 2012. Nel nostro paese nell’ultimo anno, è stata monitorata un’importante accelerazione: nel 2012 il traffico dati su rete mobile è cresciuto del 46% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 22 patabyte al mese (il contenuto di circa 6 milioni di DVD). Il numero di smartphone connessi è cresciuto del 28%, quello dei tablet è quasi raddoppiato (1,1 milioni) e si prevede che nel 2017 ce ne saranno circa 6,8 milioni.

Internet significa forme di economia e produzioni diversificate, come il crowdfounding, l’advertising in Rete e il mercato delle app. La piattaforme di crowdfounding più famosa è Kickstarter, che opera esclusivamente negli USA e in Canada, e promuove opere diverse come LRR’s Last Season of Sketches (budget richiesto 96.480,00 Dollari) o Malice: Metamorphosis (budget finanziato 12.195,00 $). C’è poi Indiegogo, che nasce principalmente per progetti di webdoc e ultimamente ha cominciato a interessasi anche di webserie. In Italia c’è Produzioni dal Basso che però registra una certa difficoltà a portare a termine i finanziamenti: dal 2005 conta circa 38.000 utenti, per un totale di 905.000 euro di transazioni, circa 369 progetti finanziati e circa 346 attivi.

Va registrato che l’advertising in Rete negli USA inizia ad essere un mercato interessante. Mentre il mercato delle app è strettamente legato alle start-up: al momento il settore audiovisivo è ancora poco sondato ma in prospettiva è sicuramente tra i più interessanti (si pensi al successo che sta riscuotendo Vine).

Per cercare di capire il mercato delle webserie, bisogna provare a osservare in prospettiva, iniziando a capire chi investe oggi in webserie, webdoc e in opere crossmediali. Ci sono enti pubblici come il National Film Board (NFB) del Canada, reti televisive come la BBC che in questo momento sembra più che altro testare le potenzialità della Rete e della convergenza con il sistema televisivo. Le case di produzione cinematografiche, attratte dalla potenzialità della Rete. E inoltre sistemi televisivi come France Télévision che ha finanziato un centro di produzione per testare nuove forme di narrazioni crossmediali, Nouvelle Ecritures, passato in tre anni da 800.000 Euro di investimento iniziale ai 4 milioni di Euro di oggi.

Questo scenario propone anche una riflessione su alcuni fenomeni emergenti come l’interattività e il ruolo che svolgeranno le app. L’interattività sta alla base del successo dei primi formati di scrittura partecipativa per il web (prototipi delle webserie di oggi) come The Quantum Link Serial (1988-89) della AOL, e The Spot (1995-97) che contava in media più 100.000 visite al giorno e oggi si propone come la dimensione centrale dell’ecologia dei media contemporanei. Allo spettatore passivo si contrappone uno spettatore-utente che vuole partecipare, scegliere, commentare e condividere e, sempre più, interagire. Interattività, e inoltre le app che, in vista dell’aumento delle connessioni su rete mobile, sono strategiche per i destini della fruizione nei device portatili.

L’unica sicurezza che oggi abbiamo è un incremento della Rete e un avanzamento delle reti mobili. Sappiamo anche che l’audiovisivo si sta confermando come linguaggio principale della Rete. Tutto ciò sta modificando usi e tecnologie, ma anche strategie, modi e forme di produzione, e quindi sta aprendo scenari nuovi per il mercato dei media. Le webserie si segnalano come un fenomeno nuovo e interessante da più punti di vista: sfruttano l’interattività della Rete, le potenzialità virali, sono un fenomeno caratteristico della convergenza, permettono esperienze diversificate, in tempi, spazi e su device diversi. Insomma un caso emblematico per cercare di capire gli scenari che si aprono di fronte a noi.

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