Purezza totalitaria o complessità?

Di Andrea Pitasi

Complessità implica eccedenza di varietà selezionabile solo in via rapida e contingente. Complicatezza implica chiusura, bizantinismo. Nella complessità, il mondo diventa l’orizzonte indefinito del possibile per la differenza e la complicatezza deriva dalla rigidità e dalla stabilità della situazione ovvero dalla varietà pressoché nulla della situazione. La complicatezza è segno di stupidità in quanto danneggia tutti anche chi la auspica, stupidità così come concettualizzata da Carlo Maria Cipolla http://www.giovis.com/cipolla.htm: “Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita”. Un mondo complesso è affascinate, è imprevedibile, è apertura illimitata al possibile (Gegnet) ed è intrinsecamente ricco ma tale ricchezza richiede adeguati livelli di competenza ed attitudini ben addestrate per poter essere goduta con pienezza. Come dire, non c’è nessuna autentica grande occasione senza un’adeguata preparazione. La preparazione non basta ma questo non implica abbandonarsi al più gretto, rozzo e sterile fatalismo populista. Le forme di risparmio cognitivo dell’incompetenza mischiate ad una certa rigida ed ingannevole stabilità stanno oggigiorno biforcandosi tra due modelli operativi ideologici solo apparentemente antitetici ma in sostanza accomunati dal medesimo principio di chiusura operativa: la purezza (agognata, affermata, imposta, sognata, poco importa per questi modelli) taken for granted, data per scontata almeno come obiettivo. Il primo modello lo chiamo del SUPREMATISMO BIANCO NEONAZISTA (http://nazioneoscura.wordpress.com/tag/suprematismo/), il secondo lo chiamo il modello delle 5E NEOSTALINISTE. Vediamoli in sintesi. Il primo, spietatamente diretto, invoca il white skinhead power, il creazionismo (le massicce influenze del più intransigente cristianesimo sono evidenti in questo modello che sostiene di trovare nella Bibbia le proprie fondamenta ideologiche), l’aparetheid inteso non come processo di sviluppo differenziato bensì come crudo segregazionismo, la supremazia del sangue, del suolo, della razza bianca su ogni altra cosa. Si tratta di un modello brutalmente chiaro e semanticamente violento anche quando proclama il proprio orientamento non violento a livello fisico.
Il secondo modello, quello delle 5E neostaliniste, apparentemente comunica con toni più pacati rispetto al modello suprematista. Questo secondo modello, agli occhi del senso comune incompetente, può a tratti apparire addirittura ragionevole rispetto al modello suprematista eppure ad un occhio ben allenato l’intrinseca deriva neostalinista delle 5E risulta piuttosto evidente dato che dietro le 5E stesse si cela la chiave di ogni dittatura totalitaria: il razionamento di tempo, spazio e beni.

Vediamo in sintesi queste 5E:

  1. Eguaglianza: il postulato di questo tipo di totalitarismo con l’obiettivo di omogeneizzare tutto. Laddove il primo modello gerarchizzava le differenze per costruire arbitrariamente la propria supremazia, questo secondo modello basa il proprio potere sull’annullamento delle differenze. Complessità invece implica co-esistenza cosmopolita delle differenze.

  2. Ecologismo: se si può rendere più pulito, ecologico un processo gestionale o un sistema produttivo senza alterarne l’efficienza ben venga ma si tratta appunto di ecologia. L’ecologismo è invece quella truffa ideologico-totalitaria ben descritta da Bijorn Lomborg (http://it.wikipedia.org/wiki/Bj%C3%B8rn_Lomborg) che in nome di una visione apocalittica di catastrofi climatiche originate dal capitalismo vuole semplicemente diffondere complicatezza, lentezza, paura dell’untore con relativa persecuzione del medesimo, razionamento egualitarista e dunque in breve imporre una dittatura interiormente rossa ed esteriormente verde come argomentato da Vaclav Klaus (http://www.cato.org/people/vaclav-klaus).

  3. Emotività: i grandi manipolatori di piazze solitamente hanno un approccio discorsivo anti intellettuale, anti cognitivo e anti scientifico nel comunicare alle masse facendo leva sui loro umori, sulla pancia e sulle emozioni più istintuali e banali per cui ogni osservatore competente e attento valuterà con divertita diffidenza il girotondo emotivo delle masse nelle piazze.

  4. Etica: il vecchio e saggio proverbio per cui le norme si interpretano per gli amici e si applicano inflessibilmente ai nemici calza a pennello anche per l’etica che tende a rendere complicate, rigide e impacciate le mosse dei nemici stigmatizzandoli come devianti, fuorilegge ecc. salvo poi appellarsi al politeismo dei valori quando si tratta degli amici.

  5. Estemporaneità: in un mondo iperpianificato il cui miglior esempio è la fascia oraria in cui si può gettare via la plastica della raccolta differenziata, in cui la chiusura degli orizzonti viene camuffata da domenica ecologica (pedonalizzare un popolo è un ottimo metodo per controllarlo dato che gli si rimpicciolisce ai minimi termini lo spazio di azione) si vende al popolino l’illusione che la vera libertà sia potersi sedere per terra, magari davanti ad un negozio chiuso per fallimento, e mettersi a suonare la chitarra così sull’onda dell’istante dell’emozione mentre quell’illusione cela solo la prigionia di individui senza ambizioni né futuro, animalizzati nell’estemporaneo come struzzi nella cattività di uno zoo.

I due modelli, il primo più immediatamente grossolano e violento, il secondo più sottile ma non meno violento costituiscono due lati della stessa medaglia quella della PUREZZA TOTALITARIA che attinge a entrambi i modelli dosandoli per manipolare il popolino ad esempio amalgamando la purezza etnica rappresentata dalla tipicità gastronomica del primo modello con l’ecologismo da km zero (http://www.salmone.org/tag/biologico/) del secondo modello. Vi sono infiniti o almeno indefiniti scenari complessi ed un solo scenario complicato basato sulla purezza totalitaria. Ma chi può essere davvero così stupido da trovarsi volutamente appiedato, digiuno e senza risorse sotto il sole cocente del deserto?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

     

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>