“Formato ridotto”: dalle pellicole al formato digitale. Home Movies racconta

Entro la fine del mese partirà la distribuzione del DVD “Formato Ridotto” sul cinestore on line della cineteca di Bologna e nelle librerie. Si tratta dell’ultimo progetto siglato Home Movies – archivio Nazionale del Film di Famiglia – presentato proprio nel formato DVD lo scorso giugno al Festival del Cinema ritrovato di Bologna.

http://www.formatoridotto.com/

Il sito di Formato Ridotto – Libere riscritture del cinema amatoriale

Un film definito «collettivo», frutto dell’incontro tra l’Archivio Nazionale di Famiglia, Home Movies e un gruppo di scrittori emiliani: si va da Enrico Brizzi a Ermanno Cavazzoni fino a Emidio Clementi, passando per Ugo Cornia e Wu Ming 2. «L’idea – si legge nella nota di presentazione – è nata dalla volontà di elaborare dei testi originali trovando nelle immagini dell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia l’occasione di sperimentare nuove tecniche narrative». Agli scrittori, infatti, è stato chiesto di selezionare singoli episodi derivati dalle memorie filmiche private dell’archivio Home Movies, precedentemente digitalizzate dai loro formati originali: pellicole 9,5mm Pathè Baby, 16mm, 8mm e Super 8 girate principalmente in famiglia tra gli anni ’20 e ’80 del secolo scorso. Le immagini utilizzate sono state raccolte, digitalizzate e catalogate grazie a progetti realizzati in precedenza dall’associazione bolognese in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e con il laboratorio audiovisivo della sede di Reggio Emilia RelabTv.

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trailer dell’episodio UOMO DONNA PIETRA di Enrico Brizzi

L’Archivio di Famiglia è la prima struttura italiana dedicata al recupero, alla conservazione e alla valorizzazione del cinema amatoriale ed è l’unica organizzazione a svolgere attività di raccolta delle pellicole su tutto il territorio nazionale e a garantire la conservazione dei documenti audiovisivi originali in locali climatizzati.

LINK SITO HOME MOVIES
http://www.homemovies.it

L’Archivio, creato e gestito dall’Associazione Home Movies con il sostegno, la collaborazione e la tutela di Istituzioni pubbliche e private, si rivolge ai possessori di pellicole amatoriali desiderosi di rivedere i propri film trasferiti in video digitale e di partecipare ad un progetto culturale che ha ottenuto in questi anni numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero.

Quando si parla di pellicole private non si può non considerare l’obsolescenza tecnica e funzionale che è causa di perdita di informazioni ed è alla base della scomparsa di un patrimonio di usi e di consuetudini.

Abbiamo intervistato Mirco Santi Ph.D. in Studi Audiovisivi, responsabile per i piccoli formati nei progetti di conservazione presso il Laboratorio La Camera Ottica di Gorizia e tra i fondatori di Home Movies, che ci ha parlato degli aspetti tecnici legati al passaggio in formato digitale di questi particolari supporti.

Diverse sono le strade percorribili per la tutela del patrimonio audiovisivo inedito e privato e per evitare le più note strade della distruzione e dell’oblio di pellicole che, nonostante siano documenti di valore storico, restano pur sempre oggetti dalla fisicità ben specifica.

Lo stato attuale vede le aziende del settore e i singoli laboratori impegnati a soddisfare tanto le esigenze di produzione di copie d’accesso quanto di produzione di copie conservative. Se il film Pathé Baby, per le sue caratteristiche materiali può essere concepito come un’autocopia, un film inedito e su emulsione invertibile, quindi un unicum, allora non potrebbe quindi contemplare l’ipotesi della simulazione che invece permette di lavorare sul concetto di dispositivo cinematografico tradizionale e sulla replica dell’esperienza originaria.

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