Roma Web Fest… una questione di web serie

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Il Roma Web Fest, primo festival italiano completamente dedicato alle web serie (Roma 27-29 settembre), dopo una prima selezione delle opere e il contest on-line, ha già decretato il vincitore del Premio del Pubblico, oltre ad avere individuato i 34 finalisti che si contenderanno il premio finale, e questo ci offre alcuni spunti interessanti per una riflessione sul fenomeno.

La prima, e più generale, riguarda lo stato delle web serie italiane: se ne producono tante, variegate, diverse per modi, pratiche, forme e generi. Diversificate nella produzione: dalle ultra-indipendenti a quelle con budget più che dignitosi. Molto distanti negli obbiettivi: chi cerca visibilità per entrare nel mondo “dorato” delle produzioni televisive e cinematografiche, e chi invece prova a sperimentare la Rete come vero e proprio canale di produzione e di broadcasting.

Una certa vitalità quindi si diceva… una vitalità che è sintomo di un notevole interesse da parte del pubblico della Rete. Questi prodotti evidentemente incontrano un audience che si incuriosisce, che le cerca, le trova, si fidelizza. A differenza delle serie TV non deve aspettare orari prefissati, bensì si collega al canale o al sito e vede la nuova puntata o in blocco l’intera serie o più puntate etc. Un pubblico che si trova a suo agio con le connessioni “mobile” per lo smartphone o il tablet e che naviga affidandosi più che ai motori di ricerca alle piattaforme, agli aggregatori o, ancora meglio, ai social network.

Il contest mette in evidenza come i due più importanti social network per il video, You Tube e Vimeo, sono diventati ormai un punto di riferimento per produttori, registi, designer, artisti e per un pubblico di utenti che vuole scegliere, commentare, condividere i propri gusti.

http://www.webseriestv.it/video

E proprio il pubblico ha decretato intanto il primo vincitore: si tratta di Revolution di Gianluca Della Monica a cui andrà il Premio del Pubblico per aver ricevuto più voti. Revolution parte dalla guerriglia in Colombia per costruire una complicata crime story sul traffico internazionale di stupefacenti.

Ma guardando i 34 finalisti selezionati che si contenderanno il Premio della Giuria durante il festival, possiamo notare un fiorire di generi diversi e di differenti tematiche affrontate.

La comedy è ben rappresentata, mostrando come il riso e la forma commedia sembrano davvero connaturati nella produzione del nostro paese: abbiamo così, per esempio, la situation comedy “vacanziera” Bagnini, o i “generazionali” Senza contratto (che parla di un gruppo di giovani senza lavoro), Fuorisede (storia di quattro ragazzi fuori sede che condividono un appartamento) e Forse sono io (che narra le comiche vicende amorose di un aspirante attore). Si passa dall’ironia alla satira fino al trionfo del nazional-popolare (forse, in qualche modo, in competizione con le varie serie della tv generalista italiana).

Mentre alcune sit-com come Gay ingenui, G&T, The Vessel, LSB e Relazioni a catena (che si rifà apertamente proprio ai modi della serialità televisiva italiana), mostrano come nel web tematiche, come quelle dei rapporti e delle famiglie gay e lesbiche, spesso ancora considerate “scomode” o poco adatte al pubblico della tv generalista, nelle web serie trovano invece un terreno molto fertile.

Temi diversi affrontati da prodotti spesso molto differenti: San Valentino in guerra e in amore, Assolti e rimborsati… c’è l’ironia e addirittura la parodia, come in Satanism for dummies. Mentre Inside Batman e Bad Magic sono opere a metà strada tra l’omaggio ironico e la parodia di due fenomeni culturali e cinematografici come la saga di Batman firmata da Christopher Nolan (il primo) e le avventure di Harry Potter.

http://it.screen.yahoo.com/gli-abiti-del-male-episodio-111000065.html

Le web serie sembrano così essere il luogo ideale per sperimentazioni narrative e ibridazioni di generi diversi: Inglorious Hunterz è un horror, esoterico, tra action e zombie-movie; Fatum, Last Day e L’ultima guerra si possono invece ascrivere al genere apocalittico o post-apocalittico. Mentre Gli abiti del male è un elegante e misterioso horror, genere particolarmente amato dalle produzioni seriali on-line, soprattutto dopo lo stupefacente successo di Freaks.

Lost in Google invece si mette in evidenza una particolare propensione per l’interattività: gli spettatori/utenti sono chiamati, non solo a commentare, condividere e  quindi divulgare in maniera partecipata l’opera, ma anche a lasciare dei commenti/suggerimenti che gli autori poi inseriscono nella sceneggiatura.

Una manifestazione come Roma Web Fest ha così il merito di focalizzare l’attenzione su uno spaccato di una produzione vivace e attivissima che sta attirando sempre di più l’attenzione di diversi “attori” dell’economia dei media ai tempi di Internet 2.0.

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