Un video di arte contemporanea per comunicare un nuovo modello di ricerca

Spinning the Planet from IOCOSE on Vimeo.

Spinning the Planet è un video d’arte realizzato da IOCOSE un collettivo nato a Bologna nel 2006 e che sta acquisendo sempre più notorietà nei circuiti dell’arte contemporanea internazionale. La loro poetica si contraddistingue per un approccio critico, e allo stesso tempo surreale, ai linguaggi dell’arte, ma anche ai linguaggi della cultura della connessione e del digitale, lavorando con YouTube e Vimeo e riflettendo sulle dinamiche “social” della comunicazione contemporanea.

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Aprendo il loro portale (www.iocose.org) si può visualizzare, tra gli altri lavori, anche Spinning the Planet, con la spiegazione che si tratta di un lavoro molto particolare:

Spinning the Planet is a project developed in the frame of ST Microelectronics’ Innovation Cup. The video aims to introduce and promote the contest by reflecting on the concept of ‘human enhancement’ through the use of new technologies.

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Un video, fatto circolare su Vimeo e Youtube ma che è commissionato da una nota azienda per la produzione di componenti elettronici a semiconduttore… Questo perché Spinning the Planet rappresenta la prima “visualizzazione” di un progetto che nasce grazie al lavoro di Catia Rocca, Corporate Business Development e Head of Corporate Innovation Programs della STM, che ha sviluppato questo modello di Open Research.

A IOCOSE è stato chiesto di progettare e realizzare il sito internet di Innovationcup 2013 (www.st-innovationcup.com/) con un video di lancio per il concorso che ha incarnato i valori di una Open e Disruptive Research di qualità.

Francesco Monico ,che con la sua società Ars Academy Research collabora al progetto, ci spiega come: sono stati chiamati artisti a fare il video e il sito che funziona da dispositivo attivatore del processo. L’artwork, dal titolo Spinning the Planet si concentra sul tentativo di cambiare l’asse di rotazione terrestre mediante l’utilizzo di missili propulsori. Essi tuttavia non decollano e creano la sensazione che non funzionino e/o che il tentativo sia vano. In questo modo simbolizzano la possibile fallacia di molti tentativi ed esperimenti umani che, seppure apparentemente non riusciti, risultano alla fine vincenti per il fatto stesso di averci provato. Con questo l’opera vuole comunicare l’essenza stessa della Open Research, ovvero il motivo che la ricerca – per essere veramente innovativa – deve essere ricerca in se stessa, svincolata da ogni obiettivo prefissato e preimpostato, pena l’annullamento stesso dello sforzo di ricerca. Il messaggio degli artisti è forte e definitivo, diventa il tentativo di provarci, di credere e di spingere oltre nella direzione di un contemporaneo dell’immaginazione, che seppur apparentemente inaudito è l’essenza di un esperimento.

Spinning the Planet si presenta così come un oggetto curioso e trasversale… un video promozionale e inoltre un video virale, ma anche un video “concettuale” che usa l’arte per promuovere un linguaggio artistico di ricerca…

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