Alcuni appunti sulle web serie italiane

Il Melbourne webfest ha appena selezionato le web serie che verranno presentate in concorso e tra le altre ce n’è una italiana: si intitola Forse sono io ed è diretta da Vincenzo Alfieri che ne è anche il protagonista. Il genere è quello della commedia. Potremmo forse dire “commedia giovanile”, protagonista un giovane aspirante attore che racconta le sue esperienze tragicomiche con il mondo femminile.

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Piuttosto tradizionale nella messa in scena, la serie gioca sui luoghi comuni e gag piuttosto risapute ma ha la capacità di coinvolgere soprattutto per il ritmo e la sapiente costruzione narrativa. Quello che colpisce di Forse sono io è la capacità di coniugare una certa tradizione della commedia italiana cinematografica con i modi delle serie televisive americane con il web. In pratica ritmo, narrazioni a intrecci multipli ma episodi più brevi. Ogni episodio in qualche modo è sufficiente a se stesso ma si apre alle possibili conseguenze narrative dei successivi.

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Diverso è invece il caso di The Pills appena premiato al Festival di Taormina che per la prima volta si apre al genere web serie. The Pills è un prodotto particolare, gioca sulla staticità delle situazioni… il modello è evidentemente il cinema di Jim Jarmusch, in particolare Cigarette and Coffee con i suoi lunghi dialoghi tra il comico e il surreale. Si raccontano vicende legate al mondo degli studenti fuori sede, tra problemi di affitto, feste, fidanzate e programmi Erasmus. Anche in questo caso il mondo giovanile è assoluto protagonista e la commedia è il genere di riferimento, eppure c’è un rimando al cinema indipendente che è molto interessante. Mentre Forse sono io dichiara apertamente una volontà cinematografica, nella costruzione delle situazioni, nella professionalità esibita della sceneggiatura, della recitazione, della fotografia e del montaggio, The Pills invece si raccorda al cinema indipendente, al low fi, alle pratiche a basso costo e a bassa definizione. The Pills connette, forse involontariamente, la web serie ad un modello di cinema che sperimenta, che prova formule nuove e diverse e lo fa sbandierando orgogliosamente la propria indipendenza produttiva. Non che The Pills sia Jarmusch, bisogna anche dire che se alcuni episodi funzionano benissimo, altri virano pericolosamente verso una commedia dalla gag un po’ troppo facile, eppure è interessante proprio per il tentativo.

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Diverso ancora è il caso di Re(l)azioni a catena del gruppo torinese Badhole, da anni impegnato nella realizzazione soprattutto di cortometraggi. Anche per Re(l)azioni a catena si può parlare di forma a commedia, con protagonista una giovane ricercatrice e la sua cerchia di amici e parenti, da quelli più comici (la “macchietta” della madre) a quelli più complessi (le due figlie abbandonate della zia). Brevi episodi che costruiscono i personaggi (quasi sempre dei “caratteri” come la domestica russa e la madre ricca) intorno al personaggio principale. Una commedia di gusto che si gioca sulle situazioni più che sulle gag. In questo caso il modello sembra proprio la serie televisiva, soprattutto quella italiana. Un prodotto quindi piuttosto tradizionale nei modi, mentre è sui contenuti che fa la differenza, con al centro un personaggio omosessuale e una serie di relazioni famigliari non convenzionali. In questo caso si è adottato un modello linguistico piuttosto tradizionale (addirittura di massa) per raccontare modelli famigliari e sociali differenti.
Il web, quindi, sembra supportare modelli produttivi eccentrici: la Rete diventa il “canale” in cui è possibile uno sguardo “altro”, nello specifico non dal punto di vista estetico, bensì dal punto di vista dei contenuti. E’ come se Re(l)azioni a catena si ponesse come la classica serie tv della Rai che però la Rai non trasmette. La Rete viene quindi utilizzata come una sorta di broadcasting parallelo che entra in dialettica con quello istituzionale.

Bastano questi tre esempi – all’interno tra l’altro di un genere unico e piuttosto frequentato in Italia come la commedia – per comprendere il sempre maggiore interesse che le web serie stanno raccogliendo: si tratta di uno spazio aperto e piuttosto economico per provare, sperimentare, immettere contenuti nuovi e diversi. Inoltre si tratta di un trampolino per esibire le proprie capacità e le proprie idee.

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