Da Vinci Batman

BatmanVitruvio

La contaminazione e l’appropriazione culturale attraverso l’industria dell’intrattenimento.
Il linguaggio e il suo riferimento esplicito alla società digitale: si rafforzano a vicenda.
OMBRA sui contenuti – DOMINANO i linguaggi trasversali.

Lorenzo_de_Medici

« Quant’è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
Del doman non v’è certezza »
(Lorenzo De’ Medici, Canti Carnascialeschi, Canzona di Bacco)

David S. Goyer:

“Non è il Leonardo come viene rappresentato di solito, un anziano signore con la barba e molto riflessivo, ma il Leonardo giovane, di cui storicamente si sa meno, trattato come un personaggio da graphic novel. Insomma è Leonardo come esiste nella nostra immaginazione, di certo non quello reale”

autoritratto-Leo

davincicollage

Un personaggio da graphic novel (come dice Goyer). E’ Leonardo nel nostro immaginario e forse nel nostro inconscio comune, cioè in quell’immaginario consumato quasi automaticamente senza riflessione senza critica e senza consapevolezza. Così ci arriva il fantasma di Leonardo senza confezione e senza attrito che possa disturbare e così semplicemente lo possiamo consumare.

goyer

 

 

 

 

 

 

Scheda di David S. Goyer

 

RolandBarthes

 

 

 

 

Scheda di Roland Barthes

La formula potrebbe essere: trasformazione della storia in nuova mitologia. Un mito che nasce dalla tecnologia alla mano, da una tecnologia di effetti speciali e di linguaggi facili e facilmente adattabili a tutti i consumatori.
La mitologia può richiamare Mythologies di Roland Barthes. La nascita della semiologia attraverso l’analisi seriale e continuata della produzione di contenuti da consumare nella comunicazione di massa. La serialità è la caratteristica dei consumi di massa e delle comunicazioni di massa: sparisce l’opposizione tra alto e basso, tra bello e brutto, tra colto e quotidiano. Tutto è linguaggio visivo.
Il linguaggio semplificato genera la narrazione semplificata (buoni cattivi). È un linguaggio non di parole ma di movimenti esasperati di immagini, quasi una bulimia del movimento, della sorpresa, della sovrapposizione nello stesso istante di più eventi e di più movimenti. E’ un linguaggio della narrazione riportata alle sue origini nell’individuazione delle funzioni principali e più comuni e più usate.

Il riferimento a Mythologies ci richiama la scoperta della semiologia come strumento per leggere il sistema dei media di massa che si impadronisce della società contemporanea (anni ’60) e la colonizza (americanizzazione). Tout se tient vale come metodo e vale come paradigma, coglie l’essenza della relazione tra i media di massa e la società di massa: la struttura comune che cambia completamente l’immaginario il quotidiano e l’ideologia della società globale (non solo europea non solo della tradizione europea); della società che diventa globale. Barthes coglie per primo nel 1957 quel processo attraverso un nuovo modo di decifrare i processi, un metodo che chiama semiologia.
La semiologia non è strumento per rivelare il conflitto, l’aggressività della colonizzazione che si esplicitava attraverso la resistenza tradizionale all’american way life. E’ strumento per decifrare un insieme omogeneo in cui tutto si lega in un altro mondo non più governato dai principi della società divisa in classi e la semiologia è strumento per indicare il fenomeno incipiente e per fornire le lenti per leggere nel modo adatto, cogliendone un elemento decisivo: l’omogeneità tra le diverse forme culturali originate da tradizioni diverse e l’integrazione attuale nel consumo di prodotti e esperienze che non vengono più distinte per classi di appartenenza o per identità di origine. Il segno identitario viene messo in ombra.

Il mondo del catch, Giocattoli, Il viso della Garbo, Il Tour de France come epopea, Strip-tease, Astrologia, La nuova Citroën: sono questi alcuni titoli degli scritti raccolti da Barthes in Miti d’oggi.
L’intervista è di straordinaria attualità: Barthes dice quello che dovremmo dire noi, in una situazione in cui sono mutati radicalmente gli attori e in cui gli agenti, gli uomini e le culture, vengono sostituiti dalle tecnologie e dalle connessioni. Chi ha la forza di rimescolare le culture, di contaminare le tradizioni per parlare al pubblico contemporaneo e intanto riproporre miti che parlano al cuore, ai sentimenti e agli impulsi più nascosti? Il mito della giovinezza infinita, di eros che domina qualunque situazione con il suo impeto e la sua forza che si tramuta ora in sesso sfrenato ora in creatività oltre qualunque confine. Ora induce in modo assolutamente suggestionante una ricerca avventurosa e piena di terrore per l’emergere di potenze sconosciute, forse incautamente evocate. Insieme appaiono, come incubo come ricerca e come aspirazione finale, zone della coscienza collettiva che ci circonda sia nella vita quotidiana sia nel sogno.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

     

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>