Creativity Serial

redattore_297

 

 

 

Questo è un serials critico sul tema della creatività, ho previsto una serie di puntate. Ciascuna ha un riferimento all’attualità.

Quando industria e creatività sono diventati buoni amici? Oppure parliamo di impresa e creatività , fine del ruolo della grande industria, dell’organizzazione aziendale dei grandi gruppi e delle grandi corporations?
Si riapre lo scenario dell’artigianato (artigianato digitale) o della micro-impresa.
Se guardiamo la storia del Novecento, l’arte contemporanea nasce da una clamorosa rottura (le avanguardie) e nello stesso tempo da una clamorosa e sorprendente omogeneità tra le opposte politiche di riferimento tra futurismo italiano (fascismo) e avanguardie russe (rivoluzione bolscevica).
E potremmo scendere più indietro nel tempo…
Il successo è un test fondamentale. Io affermo che il successo dipende dalla società in cui ci si trova a vivere e dal nostro atteggiamento verso questa società che ci è toccata in sorte (senza nostro merito o colpa).

steve-jobs-bill-gates

1. La prima puntata ha per titolo:

Nel profondo di Steve Jobs

steve_jobs

2. La seconda puntata:

Social creativity

3. La terza puntata:

DA VINCI BATMAN

Come viene rappresentata la creatività oggi

BatmanVitruvio

4. LA QUARTA puntata:

PIETRO BEMBO CARDINALE e L’INVENZIONE DEL RINASCIMENTO

Una mostra dal titolo affascinante e –forse- involontariamente creativo. E di grande successo di pubblico.

Pietro_Bembo

Prima puntata: nel profondo di Steve Jobs

Creatività al singolare.
Per sua natura è tipica di un valore e di un carattere individuale o di forme artigianali o di piccola comunità.
Steve Jobs, in questo discorso, esalta una narrazione al singolare e un destino al singolare, un destino che ha insieme le caratteristiche protestanti del segno di dio nella vocazione individuale e la sottomissione del destino individuale a una norma che ci precede e ci domina in tutto e per tutto.
La narrazione al singolare esalta l’individuo, il suo fare e ne esalta la capacità di competizione, anche estrema.
Il discorso non solo allude ma mette in piena luce la realizzazione di un’impresa, il successo di un’idea e di una intuizione.
Siamo alla fine degli anni Sessanta, prima del personal computer. Sono valori di una creatività eterna e molto “poetica” e assai poco tecnologica. Questo modello fortemente innovativo affonda le sue radici, trae linfa da un sapere e da una tecnica pre-tecnologica che Steve Jobs annette con molta presunzione e arroganza al destino industriale di Apple.

E’ Il valore dello stile e il valore del carattere tipografico come alto valore creativo che non ha bisogno di appoggiarsi ai processi innovativi generati dalla tecnologia. Anzi è lo stile, l’invenzione e la realizzazione calligrafica che evoca in anticipo ciò che verrà organizzato più tardi in grande impresa (il riferimento a Google).
Ma guardiamo più nel profondo di questo discorso non facendoci sviare dalle conclusioni che così fortemente vogliono richiamare la creatività individuale:

Poetic touch, così viene ricordata la rivista (The Whole Earth Catalog che Jobs definisce una Bibbia della mia generazione) e ancora: Idealistica e sconvolgente…Traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.

Si può immaginare, si può inventare assai prima che le tecnologie consentano a quel sogno di potersi realizzare.

Guardiamo alla macchina di Turing

Enigma

Guardiamo alla macchina di Vannevar Bush

Guardiamo alla macchina delle macchine inventata da Theodor Nelson

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