Ambienti interattivi: intervista con Alessandra Guida

Di Simone Arcagni
Durante il Fuorisalone di Milano abbiamo incontrato, nello spazio Superstudio per il Temporary Museum of New Design, Alessandra Guida, creative director di hiWHIM.

Alessandra, vuoi presentarci hiWHIM?

hiWHIM (http://hiwhim.com/it/) è un progetto che mi ha completamente assorbito e allo stesso tempo regalato nuove energie professionali. Per me, che ho una formazione di architetto, rappresenta un’evoluzione del concetto dello spazio, e per Federico, co-fondatore di hiWHIM, che si occupa di strategie di marketing, rappresenta l’avanguardia della comunicazione. hiWHIM è il primo network internazionale di avanguardia creativa ed interattiva dello spazio. Vi sono selezionati i migliori artisti e professionisti al mondo che realizzano spazi ed eventi unici e straordinari dal forte carattere interattivo. Questi progetti sperimentano tecnologie d’avanguardia, possiedono un’estrema efficacia nella comunicazione e rappresentano una esperienza sensoriale spesso anche giocosa che stupisce ed emoziona chiunque ne abbia esperienza. Con hiWHIM abbiamo dato visibilità a linguaggi della creatività ancora poco conosciuti e comunque in continua evoluzione e costante aggiornamento. Su hiWHIM inoltre fissiamo nel tempo progetti generalmente effimeri e temporanei destinati diversamente, a essere visibili in un breve periodo temporale.

Il Network al momento da chi è composto

Hanno aderito ad hiWHIM,  professionisti di altissimo livello, solo per citarne alcuni: Moritz Waldemeyer, progettista del light show per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, il suo lavoro fonde tecnologia, arte, moda e design. Bruce Munro autore di Field of Light, e vincitore di numerosi premi e riconoscimenti a livello internazionale. Studio Roosegaarde, vincitore del China’s Most Successful Design Award, con Lotus Dome, cupola vivente fatta di centinaia di fiori intelligenti che si aprono in risposta al comportamento umano. Moment Factory, visionari artisti multimediali che combinano video, luce, architettura, suono ed effetti speciali, autori del “monumentale” videomapping  ODE A LA VIE  alla Sagrada Familia, a Barcellona, Spagna. Potrei continuare a lungo…

Ci parli della vostra presenza al Fuorisalone… con chi siete andati, cosa avete mostrato e che tipo di risposta avete ricevuto…

L’esperienza al Superstudio è nata un po’ casualmente. Quando Gisella Borioli, direttrice creativa e amministratore delegato di Superstudio Group, ha visto hiWHIM, eravamo in start up, ma lei dice di averne colto subito la novità e la potenzialità, e così ha voluto tenerci a “battesimo” fra i progetti speciali dell’edizione 2013. Hanno partecipato per hiWHIM in questa edizione del Temporary Museum for New Design, Apparati Effimeri con una video proiezione 3D, ProvocActionArt con una videoinstallazione sensibile, Carlo Bernardini con una installazione in fibre ottiche e Romano Baratta con un’installazione di light design. Essere presenti in così breve tempo dalla “nascita” di hiWHIM nel luogo in cui si rappresentano le maggiori tendenze e innovazioni del momento, per noi è stato un grande traguardo, ci ha dato un’importante visibilità, ma soprattutto ha consolidato la nostra intenzione di essere attivatori di sinergie fra creativi, enti che promuovono questo genere di arte contemporanea e chi ne può sostenere la ricerca espressiva.

Progetti per il futuro?

Dare la migliore visibilità possibile ai più grandi professionisti del settore e ai più bei progetti, divulgare i loro linguaggi, sperimentare, innovare sia attraverso la nostra piattaforma e la collaborazione con altri editori, sia attraverso le nostre iniziative in partnership con enti che promuovono arte e innovazione. A parte la continua ricerca sui progetti, abbiamo appena inaugurato una sezione Products che avrà lo stesso concept (creatività, avanguardia, tecnologia…) dove potranno rappresentarsi i professionisti con le loro sperimentazioni ma anche le aziende con le loro innovazioni. Abbiamo inoltre un progetto editoriale per la pubblicazione di un libro di progetti e l’organizzazione dell’ award dell’interattività… Il nostro target sono tutti coloro che in qualunque abito lavorativo (dalla moda, al design, all’elettronica…) si orientano alla ricerca, alla sperimentazione e alla creatività per innovare il loro lavoro. Poi c’è un pubblico che sarà sempre più allargato e che fruirà di questi meravigliosi progetti.

Vorrei una riflessione su questo tipo di creatività legata alle nuove tecnologie? Cosa ti interessa maggiormente, che impatto può avere? Pensi che le aziende siano ricettive e che scena italiana ti sembra di vedere?

In questo momento di accelerazione delle tecnologie che può sembrare estraniante e disorientante, la creatività si riappropria delle tecnologie riconducendole ad un’esperienza emozionale e sensoriale al punto di utilizzarle in un’ espressione artistica e quindi le riconduce ad una dimensione umana. Questo tipo di creatività credo abbia un valore enorme. Inoltre queste sperimentazioni si muovono lungo un confine dove non si distingue quanto le nuove tecnologie diventino strumenti potenziali per i nuovi linguaggi espressivi e quanto la creatività sia da stimolo nello sviluppo di nuove tecnologie. Lavorare su questa linea di confine è una delle esperienze più stimolanti a cui si possa aspirare. Credo che chiunque abbia un’attività o un’azienda grande o piccola che sia, e in questo momento sicuramente sono molte le aziende italiane in cerca di rinnovamento, dovrebbe orientarsi ad una ricerca creativa che sia una reale fonte innovazione.

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