Un rivoluzionario modo di intendere il videomaking: RGBD

La storia di RGBD è un esempio emblematico dei cambiamenti in atto che stanno intervenendo nella interconnessione e nella ibridazione tra cinema, video e Rete.

rgbd
RGBD, intanto, è una tecnologia di registrazione video, un software per videomaker ideato da due artisti, James George e Jonathan Minard. La peculiarità del RGBDToolkit è quella di servirsi di sensori Microsoft Kinect o Asus Xtion Pro e unirli alle riprese reali di una camera HD DSLR creando un’immagine in rilievo 3D fatta di tanti punti pixel che vorticano e creano un visual affascinante, mesmerico, in continuo movimento, realizzando un’immagine ibrida tra CGI e video. Un’immagine che, tra l’altro, può essere facilmente manipolabile in fase di postproduzione ricreando ogni angolo di ripresa.
Il software RGBD crea quindi un immaginario tecnologico futuribile. Si tratta di una camera di ripresa che si serve dei sensori di profondità a infrarossi, che sembrano essere davvero la nuova big thing del momento, sia per catturare il movimento, sia per realizzare l’interattività, sia, come in questo caso, per ibridare immagini riprese dal vero con pixel in computer grafica.

CLOUDS: Bruce Sterling from James George on Vimeo.

L’altro elemento significativo risiede nel fatto che si tratti di un software, un tool quindi che nasce in ambiente digitale e che serve a creare un nuovo immaginario video. Un software che, tra l’altro, i due ideatori rilasciano liberamente in formato Beta sia per Mac OS X che per Windows sul loro sito:

http://www.rgbdtoolkit.com/

Clouds: beta from Deepspeed media on Vimeo.

Il kit comprende la versione Beta del software e il codice sorgente e, inoltre, le istruzioni per costruire il proprio sistema di ripresa con sensori, abbracciando la filosofia del DIY (Do It Yourself). Ma non solo: George e Minard hanno anche realizzato un webdocumentario, Clouds, avvalendosi di una raccolta fondi in crowdfounding sulla piattaforma Kickstarter.

Clouds è un webdocumentario interattivo che propone allo spettatore/utente una serie di temi e di personaggi che si possono seguire lasciandosi guidare dalla propria curiosità. Clouds è infatti una struttura a network fatta di oltre 30 interviste a new media artist, curatori, designer e critici. Ritratti e storie di digital art locati in un ambiente simile a quello dei videogame. E lo storytelling si genera a seconda dell’ordine e della volontà del singolo utente.

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