Interazione/immersione

Tecnologie impalpabili e sempre più performative…
“Interazione” e “immersione” sembrano essere le parole chiave per descrivere le tecnologie del futuro prossimo.

interazione

Dalla navigazione in Internet fino al 3D stereoscopico si può evidenziare una linea di evoluzione che porta sempre più l’utente a contatto con i testi e con le informazioni. Una sorta di ingresso in un mondo “altro” come quello promesso dalle tecnologie della realtà virtuale e che ultimamente sta sviluppando la “Realtà aumentata”.
Ma un ulteriore tassello di questa dimensione di interazione e immersione viene dato da altri due elementi che le tecnologie e le compagnie stanno iniziando a sondare: da una parte il wearable computing, le tecnologie indossabili; e, dall’altro, l’uso dei sensori per il controllo con i movimenti.
Riguardo il wearable computing è stato lanciato di recente Myo, prodotto dalla Thalmic Labs. Myo è un bracciale che si indossa e, tramite una serie di impulsi elettrici, permette il controllo a distanza dei device: si può così navigare in Internet, accedere ai propri file, guardare video, giocare sullo schermo di un computer o di una smart tv attraverso una serie di movimenti.

D’altra parte, il boom dei sensori dopo il successo di Kinect, il sistema di sensori e webcam per Xbox360, porta ora a Leap Motion, una scatoletta da posizionare sotto il computer e che, tramite una rete di raggi infrarossi proiettati verso l’alto, permette la gestione del computer tramite i gesti e i movimenti.

Interazione e immersione… cambiano, così, le interfacce e i tool di gestione: dal mouse al joystick, alla tastiera, fino al “telecomando” della wii… ora le cose stanno cambiando, la tecnologia tende a sparire, a farsi sempre più impalpabile e wearable e inoltre tendono a sparire i tool di interfaccia per dotare sempre più il corpo della funzione di tramite diretto con la macchina.
L’immersione allora diviene non solo un fatto mentale e di attenzione, ma anche un fatto fisico, performativo, così come l’interazione non è più un passaggio tra decisione, azionamento di un tool ed ingresso nello schermo, ma si trasforma in un atto diretto di ingresso nello schermo.
Tutto ciò, non solo cambierà il nostro approccio alla tecnologia, ma anche i modi in cui la tecnologia sistema le informazioni e i dati e, di conseguenza, la cultura stessa e il sistema di conoscenza.
Dal punto di vista dei media è evidente che la tendenza è verso una “gamificazione” di ogni testo. Un film, un video, un sito, saranno sempre più mondi da scoprire e navigare, universi in cui entrare e in cui trovare la propria dimensione spaziale attraverso gesti e posture, proprio come i videogiochi. Un cinema performativo prima ancora che interattivo, una sorta di spazio mediale in cui trovare la nostra posizione e provare la nostra capacità di “adattamento” (navigazione, informazione, narrazione etc.) attraverso la performance.

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