Informatica per la musica: la ricerca italiana è d’avanguardia

A cura di Goffredo Haus

On line su Technonews una serie di approfondimenti dedicata al rapporto tra musica e tecnologia curato dal Laboratorio di Informatica Musicale dell’Università di Milano.

L’applicazione di metodi e tecnologie dell’informatica in campo musicale ha progressivamente interessato tutti gli aspetti della fruizione, della performance, della produzione, della formazione e del supporto alle attività creative. L’attenzione delle ricerche, degli strumenti e dei media più avanzati è oggi posta sull’interazione e sulla personalizzazione delle modalità di accesso e trattamento dell’informazione musicale nelle sue varie tipologie (spartiti, audio, video, testi), soprattutto se tra loro integrate e correlate. Un’idea intuitiva di questo concetto si può avere visitando, navigando e interagendo con i brani musicali pubblicamente disponibili nella Music Box del portale EMIPIU.

http://emipiu.di.unimi.it/

In esso si realizza una nuova forma di interazione con musica scritta, tracce audio e video integrate e sincronizzate per la navigazione. Ebbene è un risultato italiano, almeno per una volta siamo davanti.

informatica musicale

 

D’altra parte, fin dalla fine degli anni ’60 i ricercatori italiani sono stati sempre ben presenti nel panorama mondiale dell’informatica musicale, chi dalla sponda più scientifico-tecnologica, chi da quella più musicale.

Da questo numero inizia una serie di contributi che cercherà di cogliere le sfaccettature che caratterizzano alcune tra le più rappresentative ricerche italiane, che contribuiscono a porre l’Italia all’avanguardia; a titolo di esempio basti citare il conseguimento dello standard IEEE 1599, l’attivazione più di 10 anni fa a Milano del corso di laurea in Informatica Musicale, i progetti prestigiosi per l’IRCAM, il Teatro alla Scala, il Teatro Bolshoi, e via dicendo.

Saranno trattati argomenti molto diversi tra loro, quali le tecnologie 3D audio con WaveField Synthesis, le relazioni tra la musica jazz e le nuove tecnologie, le codifiche multistrato e lo standard IEEE 1599 per la rappresentazione della musica, la nuova liuteria, il futuro per i DRM e l’industria musicale, l’audio 3D e le tecnologie associate nell’ambito di sistemi immersivi e di realtà aumentata, le aspettative di vita dei supporti di memorizzazione ottica, la modellazione geometrica di spazi musicali, la modellazione formale per la manipolazione di strutture musicali, i servizi di cloud music production e produzione musicale collaborativa, e altri argomenti ancora.

 

Mettendosi davanti alla sfera di cristallo e sintetizzando al massimo: ci si aspetti nel breve-medio periodo una sempre maggior tendenza alla personalizzazione nella fruizione musicale, sia a livello amatoriale che professionale, fino alla disponibilità globale del patrimonio di conoscenze musicali fin qui maturate, archiviate, pubblicate, suonate, scritte, discusse, naturalmente grazie al contributo dei progressi delle tecnologie informatiche specifiche.

Infine, sembra doveroso citare cosa ancora non è possibile e in che direzione si sta andando. La ricerca di base deve ancora risolvere molti problemi, prima di passare le ipotesi di soluzione alla ricerca sperimentale e poi all’industria. Tra i più rilevanti si possono citare i seguenti:

  1. maturazione delle tecniche basate su modelli fisici degli strumenti musicali e riconoscimento delle relative timbriche;
  2. definizione di modelli di compressione multisensoriali, che sappiano sfruttare il modo in cui opera il nostro sistema fisiologico (cervello + sistema nervoso + organi di senso) per ridurre la necessità di memoria per rappresentare l’informazione musicale e multimediale; in altre parole, integrazione dei modelli percettivi monosensoriali (audio e video soprattutto) in modelli percettivi multisensoriali;
  3. definizione di modelli dell’interpretazione musicale capaci di eseguire automaticamente una partitura come un essere umano; alcune esperienze significative già sono state effettuate ma non sono ancora pienamente soddisfacenti;
  4. definizione di modelli interpretativi inversi, ovvero capaci di integrare gli attuali sistemi di riconoscimento dell’informazione musicale nel suono per trascrivere in partitura fedele all’originale le tracce audio disponibili.

Alcune di queste problematiche sono più vicine a trovare soluzioni soddisfacenti, altre sono più lontane, e riguardano perciò il “dopodomani” dell’informatica musicale.

Si può invece considerare che il “domani” preveda  prospettive di ulteriori avanzamenti, sia dal punto di vista degli arricchimenti delle modalità di interazione uomo-macchina che da quello della produttività e dell’economicità nella produzione di materiali musicali interattivi, attraverso la soluzione o più verosimilmente la riduzione di una serie di problemi aperti, verso cui orientare sforzi e risorse:

  1. incrementi di efficienza ed affidabilità nei procedimenti di riconoscimento automatico di caratteristiche dall’informazione multimediale;
  2. individuazione di metodiche efficaci per la separazione automatica di “sorgenti di informazione”; per esempio: tracce audio di parlatori, cantanti, strumenti, personaggi statici o in movimento da immagini o video;
  3. ulteriori incrementi della larghezza di banda nelle telecomunicazioni e nella capacità di memoria dei supporti.

Chi fosse interessato a vedere dei brevi filmati sulle progettualità che possono essere eseguite sui temi dell’informatica musicale può visitare il canale YouTube: http://www.youtube.com/user/limunimi

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

     

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>