Terza Repubblica – Il webdocumentario delle elezioni

Il webdocumentario delle elezioni
L’intreccio tra le elezioni politiche ed il mondo della rete attraverso l’analisi del web documentario Terza Repubblica coordinato dal giornalista Riccardo Staglianò con l’Academy di “Repubblica”.

elezioni

Il web irrompe in queste elezioni politiche in maniera davvero dirompente, non solo per il credito che sta avendo Grillo e il suo Movimento nato, organizzato e strutturato in rete, ma anche per l’uso particolarmente invasivo che tutti i candidati hanno fatto di Internet, e dei social network soprattutto.

Inoltre irrompe con un modello di documentazione a metà strada tra il reportage, la cronaca e il documentario con un webdocumentario piuttosto interessato. Si intitola Terza Repubblica ed è diretto (anche se il termine pare ormai un po’ superato, forse sarebbe meglio dire “coordinato”) da Riccardo Staglianò con l’Academy di “Repubblica”. Come cita la presentazione di questo lavoro si tratta di: “Dieci facce nuove per il prossimo Parlamento. Un gruppo di candidati under 40, alla prima esperienza nazionale, per provare a cambiare la politica. Li abbiamo seguiti. Abbiamo raccontato la loro campagna elettorale.”

http://video.repubblica.it/politica/terza-repubblica/119891?video

Una serie di video-documenti messi sul web e inseriti in una griglia in cui l’utente è chiamato a partecipare, o meglio, a navigare, secondo una formula interattiva come in certi game o narrazioni a bivio. Si possono visualizzare i candidati, sceglierli, scegliere i temi principali della loro campagna. Oppure si può “cliccare” sulla voce “mappa” e quindi localizzarli nella carta italiana attraverso semplici tag.

Ogni scelta presuppone una scelta ulteriore e un percorso all’interno della documentazione raccolta da Staglianò. Inoltre la copertura editoriale di “Repubblica” garantisce, produttivamente, una bacino di utenza potenzialmente alto, ma anche una certa garanzia di qualità.

Un webdoc è di per sé un prodotto ibrido, che mescola modalità di narrazione, di costruzione dell’informazione in maniera diversa. Il sito diventa la piattaforma in cui l’utente entra e da lì inizia un percorso personale attraverso luoghi, temi, spazi, tag, foto, grafiche e moltissimi materiali eterogenei. Al centro sta sicuramente il video degli interventi, dei comizi, delle interviste, ma ciò che cambia è la struttura e quindi il modello comunicativo e il rapporto di fruizione con cui si guarda il proprio pubblico.

E’ un prodotto ibrido anche perché sfugge i codici di genere più accettati. Si tratta di un reportage, di un documentario, di una piattaforma web. E’ un lavoro di regia cinematografica “e” di giornalismo (non a caso è ospitato da “Repubblica”).

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