Creatività Digitale per una nuova cittadinanza

La Creatività Digitale sarà uno dei temi principali per la ricerca europea 2014-2020: Neelie Kroes, vice presidente della Commissione Europea per la “Digital Agenda for the Creative Sector”, nel suo discorso Entertaining Europe in the Electronic Age parla esplicitamente di “opportunities for the creative sector in the online age” in quanto “this sector offers our rich cultural heritage a proud platform; our people an opportunity for self-expression; our economy a much-needed boost. And the digital era brings vast opportunities: I want the creative sector to make the most out of them”.

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Industrie della Creatività Digitale

La Creatività Digitale è il campo di azione delle cosiddette “industrie creative”, le quali hanno da tempo raggiunto il quarto posto nel contributo al PIL delle statistiche dell’Unione Europea; il loro tasso di crescita occupazionale è doppio rispetto a quello generale degli ultimi anni, e la previsione di crescita media per il futuro è del 10% annuo. Rappresentano quindi un potente motore per la crescita economica e produttiva, ma spesso quello che manca sono efficaci integrazioni e sinergie con il mondo della cultura, della formazione, della ricerca, della partecipazione dei cittadini.
Ma la Creatività Digitale è presente anche come microfenomeno diffuso in molte situazioni meno “industriali”: dalle applicazioni educational, aperte a forme decisamente innovative (Art Based learning, Storytelling Based learning, ecc.); alla nuova sensibilità estetica e alle aspettative emozionali delle giovani generazioni; a settori un tempo improntati ad aziendalismo efficientista (reclutamento, gestione risorse umane, management e formazione aziendale, ecc.) che ora si aprono a metodi e procedure in cui l’aspetto emozionale e la capacità di vedere soluzioni inusuali e creative acquistano sempre maggior importanza.
La Creatività Digitale si sta quindi imponendo come termine ombrello in vasti settori della cultura, dell’economia, dell’amministrazione, della tecnologia applicata al sociale. Sembra la parola chiave su cui puntano politici, progettisti di varia estrazione, manager di aziende innovative, cercatori di fondi, pubblicitari e creativi di professione per dare una risposta “rivoluzionaria” alla necessità di trovare una killer application culturale nei settori mediatici e produttivi avanzati. La Creatività Digitale è al centro di un assestamento sistemico che coinvolge non più soltanto visionari guru delineatori di scenari, ma gran parte del mondo delle imprese e della produzione, nonché soggetti amministrativi e istituzionali.
È un settore che si pone all’incrocio di diversi vettori di interesse, da quello propriamente artistico-estetico a quello tecnologico e amministrativo, da quello economico a quello della progettazione di nuovi scenari urbani e territoriali, da quello educational a quello della produzione dei media e dei new-media.

Componenti della Creatività Digitale

Componenti della Creatività Digitale


Perché tanto interesse verso una qualità che per secoli è stata relegata al solo ambito strettamente personale e artistico? Perché oggi sembra diventata una sorta di chiave universale per risolvere problemi sociali, economici, professionali e produttivi? La risposta è che oggi si percepisce la necessità – e la possibilità – di andare oltre le pure tecnologie, utilizzando l’attitudine creativa per giungere a opere concrete, prodotti, eventi, servizi che lasciati alla sola gestione tecnologica non riescono a dare quel valore aggiunto che è richiesto dall’esperienza delle persone, dei cittadini.
In particolare nel settore dei servizi al cittadino la Creatività Digitale sembra rispondere perfettamente alle esigenze del paradigma “mobile/locative”: a) dal punto di vista economico, in quanto introduce la possibilità di abbattere la spesa; b) dal punto di vista funzionale, in quanto consente di progettare soluzioni di gestione remota dei servizi che si accordino con l’esperienza di abituale fruizione mediatica del cittadino (un approccio che si è già rivelato vincente negli anni di prima diffusione della rete); c) dal punto di vista di fruizione estetico-editoriale dei servizi stessi, dove lo sviluppo di App, o comunque di interfacce “user friendly”, per l’accesso alle piattaforme cloud-based rappresenta la sfida strategica di domani per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni; d) in maniera meno visibile, nella strutturazione “profonda” delle piattaforme destinate ad erogare i servizi, dove vanno certamente trovate soluzioni creative e non solo tecniche per integrare funzionalità editoriali, collaborative, di intelligenza semantica.

Digital Grid

Digital Grid

Aprirsi ad una prospettiva di Creatività Digitale consente quindi a tutto l’apparato produttivo, amministrativo, politico, educativo, culturale, di tenere aperto uno scenario ormai diventato vitale. Questa apertura di credito ad una tematica così fortemente “culturale”, insolita in un mondo spesso molto più attento alla redditività a breve termine, indica da una parte la grande difficoltà di posizionamento di cui soffrono oggi gli apparati dirigenziali a tutti i livelli; dall’altra è però anche certamente un segnale di vitalità: pur con tutti gli equivoci e le banalità che troppo spesso i discorsi sulla Creatività Digitale portano con sé, sembra una componente destinata a giocare un ruolo nella costruzione della nuova cittadinanza.

Giulio Lughi

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