La genialità del progetto

Si possono produrre oggetti belli e utili, si possono trasformare “pezzi di lamiera” in manufatti che migliorano la vita di chi li usa e producono utili per l’impresa? E’ un’utopia? E’ una possibilità reale?

La storia dell’Olivetti di Adriano Olivetti testimonia che è possibile, che si può fare. Il bello, lo stile, il valore “astratto” del progetto incardinato nel ciclo produttivo non è solo ornamento, è parte essenziale dell’azione dell’uomo per trasformare materie prime, oggetti inanimati in qualcosa di utile, in qualcosa che si affermi per il suo valore d’uso e non per il valore di scambio. Siamo al cuore della grande potenzialità che emergeva dall’industria italiana, anche dalla piccola e media industria, ma siamo vicini a una svolta che prima lentamente e poi minacciosamente rallenterà questo processo e lo indirizzerà in altra direzione, puntando a altri obbiettivi. Sono le radici del declino dell’industria italiana, della perdita di competitività e di intelligenza proprio mentre il mondo richiedeva più intelligenza e più innovazione.
Ricordiamo qualche tappa significativa:
Il primo computer da tavolo è stato il Programma 101 dell’Olivetti, nel 1964. Concepito a Ivrea dall’ingegner Perotto furono esportati negli Stati Uniti quarantamila pezzi in un anno
Negli anni ’80 del secolo scorso Olivetti è il terzo produttore mondiale di computer, il primo in Europa.
Nel 1992 viene prodotto ’“Olivetti Quaderno”, un notebook dalle caratteristiche innovative che richiamano le scelte tipiche oggi dei palmari, ipad iphone etc etc.
E’ bello pensare che si può competere per essere i primi e non per evitare di essere tra gli ultimi.
Purtroppo quel tempo oggi non ci appartiene.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

     

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>